lunedì 13 maggio 2019

L’Adunata degli Alpini

Un raduno speciale quello tenutosi a Milano dal 10 al 12 maggio 2019 poiché si celebrava il Centenario dell’Associazione Nazionale degli Alpini. La scelta del capoluogo meneghino non è casuale ma è dovuta al fatto che proprio qui nacque l’8 luglio di 100 anni fa l’Associazione Nazionale Alpini. Per Milano si tratta della quarta adunata dopo quelle del: 1959, del 1972 e del 1992. L’Ana nasce ad opera di 
alcuni reduci delle campagne d’Africa e della Prima guerra mondiale.I momenti cruciali di questo evento storico sono stati  oltre l’alzabandiera in Duomo, la deposizione della corona ai Caduti in piazza S.Ambrogio, l’annullo postale al Castello Sforzesco, il lancio dei 
paracadutisti all’Arena civica ma, soprattutto, la
grande sfilata. Un’occasione che si è rilevata anche di business per gli esercizi commerciali e per la vendita dei numerosi articoli brandizzati ad hoc per la circostanza. Un’ invasione pacifica della città, quasi fosse un fiume in piena, con accampamenti nelle principali piazzettine verdi, con buffe presenze che si aggiravano in ogni angoli inneggiando alla potenza terapeutica del canto corale e del cibo “robusto”, innaffiato da buon 
vino.Difatti, nell’immaginario collettivo, l’alpino è colui che s’inerpicava sui sentieri impervi di cime inaccessibili, per difendere i confini del
patrio territorio, affrontando condizione 
climatiche spesso avverse. Oggi questa figura è ancora presente per attività di protezione civile o di interventi umanitari, dimostrando una certa versatilità. Alcuni loro significativi interventi si 
sono avuti in occasione del terremoto di Messina (1908), del disastro del Vajont nel 1963, dell’ alluvione della Valtellina del luglio 1987.Fra i tanti personaggi che si sono adoperati in imprese divenute eroiche vengono ricordati: Cesare Battisti che ha sostenuto l’entrata in guerra dell’Italia a fianco delle potenze dell’Intesa, per liberare le terre irredente dagli austriaci; egli perde la vita a 41 anni con lo sguardo fiero rivolto verso le montagne. Condivise con lui la cattura e la morte prematura, Fabio Filzi nel 1884. Vi è poi Damiano Chiesa fucilato 
alla “fossa della cervara” del castello del Buonconsiglio per colpa di un traditore. Fra le imprese più tragiche delle “Penne nere” , viene ricordata quella in Russia, una marcia eroica di 700 km dove, a causa del flagello del freddo su 57.000 uomini, ben 34.170, non tornarono indietro. Costoro, come i tanti che si ritrovano per i vari raduni annuali , o in questo caso per il raduno nazionale di Milano, che ha richiamato 500.000 presenze, mostrano un glorioso senso di appartenenza ad un Corpo militare che è simbolo di profondi valori, morali, civili e sociali.       
                                                                                                     
                                                Giuseppina Serafino  


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