giovedì 2 maggio 2019

Torre Guaceto e la sua riserva


Nei pressi di Carovigno (BR), famosa città della ‘Nzegna, al confine fra il Salento e le Murge, si trova la Riserva naturale di Torre 
Guaceto, un’ autentica oasi di pace. Le prime sue azioni di tutela risalgono al 1991, con l’istituzione dell’Area Marina Protetta per una superficie complessiva di 2227 ettari e di 8.41 chilometri di costa; nel 2000 viene creata la Riserva Naturale Statale, che si 
estende per 1.100 ettari di territorio. Si possono ammirare ben cinque ambienti naturali di quest ’
area protetta: la macchia mediterranea, la zona umida, il litorale, le Praterie di Posidonia Oceanica e il Coralligeno. Dietro le dune crescono molte specie di 
arbusti come le piante aromatiche e un fitto boschetto di leccio. Andando verso sud la macchia mediterranea è sostituita dalla zona umida che dà il nome alla riserva: Guaceto deriva, infatti, dalla parola araba Al Gawsit, cioè “luogo dell’acqua dolce”. In questa zona il canneto si alterna a chiari di acqua risorgiva, habitat naturale 

per molte specie di animali terrestri e marine. Lungo la linea di costa della Riserva, gli arenili di sabbia si alternano a brevi tratti di
scogliera. Nel mare di Torre Guaceto, come ci spiegava la 
guida Tonia Barilla durante il nostro press tour, si possono ammirare gli ambienti più spettacolari della Riserva. La comunità ittica prospera al riparo delle foglie di Posidonia e degli

anfratti rocciosi 
del Coralligeno, vero simbolo dell’efficacia di
gestione che ha determinato
 l’inserimento dell’
Area Marina Protetta all’interno della lista delle Aree Specialmente 
Protette di Interesse Mediterraneo per la conservazione della
Biodiversità. La Riserva “terrestre” può essere considerata un parco agricolo poiché una
parte considerevole della superficie protetta è costituita da terreni coltivati e oliveti secolari. Per tutelare questi veri e propri monumenti viventi ed incentivare la produzione è stato realizzato il progetto “Oro del Parco”, che ha trovato un tale successo da far commercializzare altri prodotti bio sotto il marchio omonimo. A questo si aggiunge l’esperienza legata alla creazione di un presidio SlowFood-il pomodoro fiaschetto l’ elaborazione di un disciplinare della pesca sostenibile, da parte di pescatori professionisti di 
Brindisi e Carovigno, in 
collaborazione 
con l’Ente di gestione. L’area della Riserva ha conservato tracce della presenza umana che risalgono fino al II millennio a. C. -alcune sono riferibili alla 
presenza di abitati in età messapica (metà VII-metà III a. C)-ma fu dopo la conquista romana che quest’area costiera e gli isolotti furono densamente abitati, come attestano i ritrovamenti ceramici. La Via Appia Traiana passava a monte dell’attuale area paludosa. La zona fu un importante approdo come dimostrano i resti della torre-faro presenti sul terzo isolotto e un relitto coevo affondato sulle acque antistanti. Il Centro Visite Al Gawsit è la struttura di riferimento progettato secondo una logica espositiva ma anche didattico-interattiva, che 
racconta i luoghi della riserva, le loro caratteristiche storiche e naturalistiche, con un percorso all’ interno dell’edifico e all’esterno nel giardino botanico. Tante le attività previste: ciclo trekking, immersioni e corsi subacquei, seawatching, trekking, educazione ambientale. Un modo straordinario per immergesi in un territorio incontaminato e denso di suggestioni di carattere antropologico. 
                   
                                                           Giuseppina Serafino

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