domenica 30 giugno 2019

Guida ai locali storici d’Italia

Una sorta di viaggio ideale nell’Italia più bella frequentata da personaggi illustri è quella raccontata nella “Guida ai locali storici d’Italia” . I 215 Locali storici rappresentano i più antichi e prestigiosi, ristoranti, pasticcerie-caffè letterari, sedi di eventi importanti e che possiedono arredi originali, cimeli e documentazione storica sugli avvenimenti e le frequentazioni illustri. Si va dal RistoranteAlbergaccio a sant’Andrea in Percussina (Firenze), dove tra una partita a carte con l’oste e il mugnaio l’esiliato Niccolò Macchiavelli scrisse “Il Principe”, Giorgio De Chirico al caffè Greco di Roma realizzava veloci disegni per avere qualche banconota in più da spendere.
 Il Grand Hotel Tremezzo, sul lago di Como, viene ricordato per chè frequentato dalla Divina Greta Garbo. Luigi Pirandello amava trattenersi nella terrazza marittima dell’hotel Vittoria di Pesaro, per un cocktail da lui chiamato “calcio di mulo”per la potenza della bevanda. La presentazione dell’opera è avvenuta a Milano, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaro. nel  raffinato ristorante Boeucc. Il volume gratuito, da questa’anno disponibile anche con app e geolocalizzazione, segnala i templi dell’ospitalità che hanno raggiunto almeno 70 anni di esercizio:  fra di essi 32 alberghi, ristoranti e pasticcerie e caffè lombardi, la provincia più rappresenta è Milano con 14 locali, segue Como ( 6), Bergamo (4), Brescia (4), Cremona (2) e Pavia (2).Enrico Magagenes, presidente dell’Associazione Locali storici d’Italia che da 43 cura la Guida ha affermato: “Questi locali costituiscono dei veri e propri “musei dell’ospitalità e del gusto” made in Italy, una risorsa eccezionale per il turismo che consente di scoprire di scoprire attraverso testimonianze, arredi e ricordi, il patrimonio storico del nostro Paese”.

 Nella classifica per regioni il podio più alto va al Veneto (35 locali), mentre dietro alla Lombardia , al terzo posto segue la Toscana (28), poi Piemonte (22), Liguria (21) e Campania (20).Essi incrociano la storia dal dominio straniero all’Unità d’Italia, fino al boom economico del dopoguerra; dalla commedia dell’arte al futurismo, al neorealismo. Si va dalla Torta Paradiso firmata dal pavese Vigoni, medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale nel 1906, alla pastiera da record del Caffè Gambrinus di Napoli, dove la sfida della classica “tazzulella” di caffè viene raccolta ad ovest dal caffè Al Bicerin di Torino, apprezzata da Alexandre DumAS, Giacomo Puccini, Friedrich Nietzsche e Italo Calvino, e ad est al Caffè Florian dalla miacela “Venezia 1720”, sospesa tra note di cacao e spezie orientali. L’Antica FocacceriaS:Francesco di Palermo può vantare di essere stata la prima “sosta gastronomica” di Garibaldi e dei Mille dopo lo sbarco a Marsala. Non mancano le prime volte, come quella dell’aperitivo, un rito inventato al Caffè Camparino in Galleria Vittorio Emanuele a Milano all’inizio del Novecento, o dal discusso gelato da passeggio, novità scandalosa lanciata negli Anni Trenta dal Caffè Fiorio di Torino. 
Al Caffè Paszkowski di Firenze, negli Anni Venti del Novecento, tenne il primo caffè-concerto un’orchestra tutta al femminile, sfidando il fascismo a suon di foxtrot, e fu nella camera 306 del c che il tenore Enrico Caruso e il maestro Gaetano Donizetti al pianoforte registrarono con Frederick Gaisberg “Una furtiva lacrima”, il primo disco piatto della storia. Per concludere, arte e cinema si trovavano al Ristorante Sabatini, dove Franco Zeffirelli e Richard Burton accompagnato da Elizabeth Taylor, erano impegnati con la Rai al documentario post alluvione Per Firenze.
                              Giuseppina Serafino
                                                   

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