domenica 21 luglio 2019

“Before Venice”-Dal Colli Euganei all’Adige


La storia dei Colli Euganei e il fiume Adige è stata condizionata dall’arrivo dei Veneziani a partire dal XV secolo con importanti opere di bonifica. Il Gal Patavino ha adottato il tema “Before Venice” per raccontare quest’area, ricca di storia millenaria. Il territorio a sud della provincia di Padova presenta un paesaggio rurale caratterizzato da ville, chiese, oratori, testimoni degli avvicendamenti politico- militari susseguitisi per secoli, in una campagna costellata da fiumi e canali. Una prima tappa è quella di Anguillara Veneta, un paesino lungo il corso dell’Adige, dal quale affiorano i resti del castello di Borgoforte, risalente al XIV 
secolo, il cui nome è da mettere in relazione con la pesca delle anguille. Ci si muove seguendo uno degli itinerari di Frigus, una rete nata per promuovere il sistema di accoglienza in queste aree rurali. Bagnoli di Sopra- nome che deriva da “Balneoli”, ossia acquitrini, è famosa per il suo vino Friularo D.O.C.G e per la sua tradizione vinicola millenaria, già ampiamente documentata nel periodo romano. Lungo il percorso per Agna e Conselve passava l’antico tracciato della Via Annia- voluta nel II secolo a. C. da un magistrato romano e Aquileia; si tratta di punti strategici che collegavano l’entroterra veronese con la costa adriatica.. La Ciclovia del Sale è inoltre una pista ciclabile di 8 km che si snoda lungo il corso del Vigenzone, conduce al borgo di Due Carrare, uno dei Comuni del circuito Slow Tourism, iniziativa tesa a valorizzare le risorse turistiche locali; Pontemanco è un grazioso borgo medioevale, a due passi dall’area termale. 

Qui si trova il più antico mulino di tutto il Nord Italia, risalente ai primi decenni del 1300, affacciato sul canale Biancolino e dichiarato di particolare interesse monumentale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ci si può dirigere verso Montegrotto Terme, rinomata è l’area archeologica Aquae Patavine-Parco archeologico delle Terme Euganee, dove è possibile sperimentare le proprietà benefiche e curative delle acque termali euganee, note da oltre duemila anni.
 Un lago di acqua termale è considerato un luogo sacro dove già i Veneti antichi avevano eretto un santuario; nel sito di Viale Stazione/Via degli Scavi sono visibili alcuni resti di età romana relativi ad un complesso termale, di cui si sono conservati tre grandi vasche con relativo sistema di adduzione e deflusso idrico, un piccolo teatro, un edifico con vasca circolare al centro ed absidi laterali. Ultima tappa di questo viaggio è la città di Este che deve il suo nome ad Atesis un antico e importante ramo del fiume Adige che fino al VI secolo d.C attraversava la città, così come accadeva per altri affluenti minori provenienti dai Colli, facendo dell’antica Ateste una sorta di città-isola.                                            

 Una città porto fluviale, ricca di luoghi di culto e crocevia dei mercanti greci, etruschi e celtici. Migliaia di reperti archeologici, conservati in gran parte nel Museo Nazionale Atesino, attestano l’esistenza di almeno tre importanti santuari di Retia, Henoto e degli Alkmnoi (In età romana Dioscuri), considerati zone franche poste sotto la protezione divina e adatti a commerci e scambi. Favorita anche dall’abbondante presenza di acque, sia per il trasporto, che per il commercio e la lavorazione, Este è famosa per la produzione delle ceramiche. Tale attività è continuata dalla preistoria come documenta il sopracitato Museo, dalla civiltà dei Veneti antichi per poi svilupparsi tra il 900 e il 200 a.C circa fino ai nostri giorni. 

#dai Colliall’Adige è un nuovo sistema di promozione del turismo rurale che coinvolge 44 Comuni dell’area tra i Colli Euganei e la Bassa padovana. Il progetto che si inserisce nell’ambito del Programma di Sviluppo Locale 2014-2020 del Gal Patavino è sostenuto dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (con Unione Europea, Stato e Regione Veneto) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.
                             
                                                           Giuseppina Serafino

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