sabato 31 agosto 2019

Valgraveglia e la miniera di Gambatesa

Un luogo ameno scoperto per casonel Comune di NE (Ge) fra Lavagna e Chiavari, le miniere di Gambatesa, le più grandi d’Europa per l’estrazione del manganese. La storia della miniera inizia nel 1876 quando venne concesso il primo permesso di ricerca all’ingegnere francese Augusto Fages, che esplorò le terre del Levante alla ricerca del manganese indispensabile per l’industria siderurgica che lo impiegava per la produzione di acciai di qualità. Nell’arco di pochi anni essa impiegava 15 minatori e 25 donne che lavoravano per separare il materiale sterile da quello buono. Il trasporto del minerale doveva essere effettuato a dorso di mulo sino a valle per poi condurlo al porto di Sestri Levante.   

Il nome deriva forse dal fatto che i minatori dovevano percorrere dalle 3 alle 5 sei ore al giorno per andare e tornare dalle loro 
frazioncine per il loro luogo di lavoro, facendo delle proprie gambe un vero e mezzo di locomozione. Durante il fascismo la 
miniera viene 
nazionalizzata e controllata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, con il benvisto sottotenente delle SS Franz Frank ,ma l’attività subisce un rallentamento per carenza di manodopera. Nel 1940 la concessione mineraria viene rilevata dalla Società Anonima Minerari Siderurgica “Ferromin” che introduce fra gli ammodernamenti la perforazione ad umido che favoriva, con l’utilizzo dell’acqua, l’abbattimento delle polveri silicee che causavano l’insorgere di malattie 
respiratorie, come la silicosi. Nel 1973 L’Italsider decide la chiusura della miniera poiché il costo del minerale risulta di molto superiore a quello importato dal Sudafrica. Saliamo una scalinata di  circa 130 gradini per raggiungere la meta della 
nostra visita: una sorta di gigantesco edificio prefabbricato che ospita sale didattiche, con dinanzi un binarietto da cui partono dei minuscoli trenini di metallo che conducono all’interno della miniera, dopo aver indossato l’obbligatorio casco protettivo. Il mezzo corre veloce con sobbalzi e stridendo in un reticolo di strette gallerie, di circa 25 chilometri, suddivisi in sette livelli principali, comunicanti per mezzo di rimonte, discenderie, pozzi e fornelli. Avvertiamo una sensazione di freddo a causa dei circa 14 gradi e di disagio, pensando di trovarci a circa 300 metri sotto terra. Ci si chiede come potessero fare degli esseri umani a trascorrere tutto il giorno in quei cunicoli, ora 
illuminati dalla luce elettrica ma allora al buio con pipistrelli che svolazzavano, utili ad eliminare gli insetti. Notiamo delle strutture lignee (di castagno, un elemento che ha sfamato generazioni ) che quando “cantavano” segnalavano un imminente crollo. Si sente sgocciolare sul capo mentre osserviamo alcuni dei vagoni abbandonati ripieni di minerali e riflettiamo sulle varie informazioni forniteci da una guida che simula varie operazioni effettuate dai minatori. Dopo aver fatto tesoro di ciò e soprattutto del riscoperto potere terapeutico della preghiera, usciamo ritemprandoci con il tepore di un tenue raggio di sole e con lo sguardo compiaciuto della statuetta di Santa Barbara, protettrice dei malcapitati lavoratori sotterranei, dall’alto di un edicola votiva posta dinanzi ad uno sbarramento. Il paesaggio collinare circostante ci appare di una maggiore bellezza rispetto a quello precedentemente 
avvistato così come la preziosa quotidianità a cui ambiamo fare ritorno dopo quel tuffo in un
passato, fatto di lavoro disumano e di degradante sussistenza. Facendo ritorno ci soffermiamo con lo sguardo su borghi caratteristici come Nascio, situato sulle falde del Monte Bianco, alla base di una rocca di diaspro e il suggestivo ponte; Cassagna caratteristico per i suoi archi e bei tetti di ardesia. Ci ripromettiamo di ritornare con l’intento di perlustrare la zona, magari sostando in uno dei numerosi agriturismi che scorgiamo, ma anche per riscoprire testimonianze degli antenati di Giuseppe Garibaldi, il mitico Eroe dei due Mondi, raffigurato in una statua a Conscenti. La bellezza di questi luoghi risiede nella varietà dei paesaggi, dalle viti agli ulivi all’altopiano del Monte Biscia, agli abeti e ai faggi del monte Zatta ma ciò che ci rimarrà impresso sarà sicuramente il mondo sotterraneo inquietante della miniera di Gambatesa, scorcio di un passato che rischia di apparire leggenda.       

Giuseppina Serafino

mercoledì 28 agosto 2019

L’Istria e i suoi sapori autentici.

L’Istria è un territorio dove i prodotti della terra incontrano il mare in un connubio di gusti e sapori che sono unici. A questo proposito l’Ente per il turismo della Regione istriana ha premiato, all’inizio dell’anno, alcune famiglie di ristoratori che di generazione in generazione hanno tramandato i piatti tipici, contribuendo a conservare la tradizione culinaria del territorio. Tra i locali premiati vi sono ad esempio il ristorante Kastel di Castelvenere, nei pressi di Buie, gestito da Adele Bassanese e dal fratello Andrea che si dedica ai vigneti di famiglia. Vi è poi il Restaurant Sidro, nel centro storico di Cittanova, proprio dinanzi al porticciolo, aperto nel 1971 da Mario e Maria Cittar specializzato in prodotti stagionali locali. I piatti a base di pesce possono essere gustati al ristorante Novigrad della famiglia Glogovsek, meta ambita dagli amanti della nautica che nell’Adriatico ricercano una buona cucina mediterranea. 

A Cittanova si trova anche la Gostionica MD, una vecchia casa di famiglia ristrutturata, che ormai da mezzo secolo dà vita alle idee gastronomiche della famiglia Moraca. A Verteneglio, nella Istarska konoba, la famiglia Santic prepara le sue pietanze davanti agli ospiti, utilizzando un focolare del XVII secolo. I prodotti tipici che contraddistinguono la cucina istriana diventano i protagonisti di vere e proprie feste che richiamano gli amanti della buona cucina. Darà il via il 7 settembre la Sardelafest, la festa della sardina di Mandracchio, a Cittanova con pesce azzurro, musica e balli. Nel week end 13-15 settembre 2019 seguirà la Festa dell’uva di Buie che vedrà sfilare un corteo allegorico fra le vie del paese a ricordare il lavoro nei campi e il rito della Mistela che si svolge nella corte di Bacco, in cui l’uva veniva schiacciata con i piedi. Sabato 28 settembre 2019 a Cittanova ritorna l’atteso evento “Walk by the sea” che si snoderà su un percorso di 10 km, con diversi wine & food point, dove assaggiare rinomati vini e specialità locali entrando in contatto con usi e tradizioni accattivanti. Nell’ultimo week end di ottobre ci saranno le giornate dei funghi a Verteneglio, con una vera e propria competizione per la raccolta del fungo più bello e più grande. Da venerdì 8 a lunedì 11 novembre 2019, nella piccola cittadina storica di Momiano, si potranno degustare eccellenti vini di propria produzione, dalla Malvasia al Terrano, fino al Moscato dolce, che caratterizza la sopracitata località.

Nel corso della Vetrina del moscato, una rassegna internazionale che raduna produttori provenienti anche dalla Slovenia e dall’Italia, verranno conferite medaglie e titoli di “Moscattieri”, come simbolo dei grandi livelli raggiunti. Davvero tanti i motivi per ammirare i colori autunnali assaporando l’essenza del territorio dell’Istria nordoccidentale contraddistinto da coste chilometriche, villaggi di pescatori e affascinanti borghi ricchi di storia e di cultura. www.coloursofistria.com
                                                   Giuseppina Serafino
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sabato 24 agosto 2019

Valtidone Wine fest

Sta per aprire i battenti il Valtidone Wine Fest la più grande rassegna del vino piacentino chefesteggerà quest’anno il decimo anniversario. Creare sinergie e lavorare insieme per promuovere il territorio è lo spirito di questa manifestazione che vede la partecipazione 
di quattro comuni e oltre cinquanta cantine, pronti a unire le proprie forze per animare tutta una serie di appuntamenti itineranti. Si partirà il 1 settembreda Borgonovo Val Tidone per poi fare tappa a Ziano Piacentino, Alta Val Tidone e Pianello. Maria Rosa Zilli, consigliere provinciale con delega al Turismo, Marketing Territoriale e fiume Po” ha affermato “Si tratta di un’ iniziativa importantissima e ormai consolidata che saprà esaltare le eccellenze e le tradizioni di un’intera vallata attraverso un viaggio itinerante che avrà come protagonista il vino, ma anche la gastronomia, l’arte e la musica.” Il primo evento sarà quello dedicato a 
Ortrugo & Chisola in cui ci saranno degustazioni di Ortrugo Doc in abbinamento alla famosa focaccia con i ciccioli; contestualmente sarà celebrata la 53 esima edizione della Festa d’la chisola . Ci sarà poi l’ 8 settembre la tappa a Ziano Piacentino con l’ appuntamento “7 Colli in Malvasia”. Leonardo da Vinci pare che fosse un grande appassionato di vino e che coltivasse un vigneto di Malvasia e il Valtidone Wine Fest 
celebrerà la figura del grande artista, 
in occasione del 500esimo anniversario della sua scomparsa. Non mancherà un abbinamento con le tradizioni gastronomiche , in particolare la pancetta Dop e alcuni wine blogger contribuiranno a diffondere la conoscenza dei prodotti tipici attraverso i propri canali.Il 15 settembre sarà la volta del Comune di Alta Val Tidone con “Di TerreDi CibiDiVini” che vedrà protagonisti i vini passiti e nello specifico a Nibbiano si terrà la seconda edizione della Sagra del Buslàn, la tradizionale ciambella piacentina “Abbiamo coinvolto associazioni e Pro Loco che lungo le vie del borgo proporranno altri prodotti tipici come la coppa arrosto, la treccia di Trevozzo e l’immancabile batarò”, ha detto il sindaco Franco Albertini.Il gran finale sarà domenica 22 settembre a 
Pianello Val Tidone con l’evento “Pianello 
Frizzante” che vedrà al centro dell’ attenzione i vini frizzanti con altri prodotti come salumi, formaggi, miele, tartufi. L’appuntamento sarà inserito nell’ambito della Festa di San Maurizio, patrono del paese”: Il vicepresidente della cantina di Vicobarone, Maurizio Centenari ha aggiunto:”Voglio ringraziare tutti coloro che ogni anno permettono di allestire questa importante vetrina per i nostri prodotti. Il successo del nostro vino e di ogni singola cantina non può che passare dalla valorizzazione del nostro territorio e il Valtidone Wine Fest è uno strumento assai importante”.
                                                  Giuseppina Serafino

martedì 20 agosto 2019

La Notte della Taranta, fra Salento e Matera

La Notte della Taranta, il più grande festival della cultura in Europa, riesce ad attirare circa 200mila spettatori nel Concertone di Melpignano(Le). Questa località nel cuore della Grecia Salentina, a 26 km da Lecce, è stato inserito nel club dei Borghi Autentici d’Italia e nell’associazione Comuni virtuosi; in essa si parla ancora il griko, antica lingua 

ellenofona.
La manifestazione musicale che l’ha resa celebre è dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione della “pizzica”, una musica tradizionale salentina, e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla musica sinfonica, è giunto ora alla sua 22esima edizione. Ci sarà la luce di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 a illuminare la coreografia di Vinne de Roma, 
una delle 12 coreografie proposte nel Concertone del 24 agosto. La Notte della Taranta sarà Capitale europea della cultura che chiude il festival con un ponte di luce e musica che si apre a Melpignano e si chiude a Matera il 14 settembre con il Concerto dell’Orchestra Popolare nella Cava del Sole per la nona edizione di Materadio, la festa di Radio3 nella città dei Sassi.


Un percorso condiviso che porterà alla creazione delle bag-light, originali oggetti luminosi frutto di una sperimentazione di Matera 2019 attraverso il progetto Lumen/Social Light che fonde la tradizione delle luminarie con innovative soluzioni di illuminazione pubblica. Le bag-light, letteralmente “borse luminose”, in legno con una tracolla in pelle che richiamano nella forma tondeggiante i setacci e i tamburelli della tradizione ed alimentate con batterie a pannello solare saranno parte della coreografia di Bombana creando vie luminose tra i danzatori del Corpo di Ballo della Taranta. Sarà una via ideale che collega il Salento a Matera poiché l’Orchestra e il Corpo di Ballo saranno protagonisti di una residenza artistica nella Capitale Europea della Cultura 2019 il 13 e 14 settembre. 
Un suggestivo progetto che porterà la pizzica fra le vie della città dei Sassi e culminerà con il Concertone alla Cava del Sole il 14 settembre. Massimo Manera, presidente della Fondazione La Notte della Taranta ha affermato”Nell’anno in cui Matera è Capitale europea della Cultura, non poteva mancare un ponte ideale fra il Salento e la città lucana. Siamo lieti di ospitare nel festival itinerante un incontro tra cittadini e artisti che lavoreranno insieme per realizzare installazioni in un vero ponte culturale fatto di esperienze manuali e frutto della creatività che è insita in ognuno di noi”. 

Dal canto suo, Paolo Verri,Direttore della Fondazione Matera Basilicata ha aggiunto :” Porteremo a Melpignano l’esperienza delle bag-light del progetto Lumen/Social Light, sperimentata durante la cerimonia inaugurale di Matera 2019, attraverso cui i cittadini “si fanno luce”, partecipando nel contempo a laboratori di danza tenuti dal team de La Notte della Taranta, in una contaminazione fra la tradizione salentina e quella lucana”. 

             Giuseppina Serafino










sabato 17 agosto 2019

Stravaganti in … Crocierissima

Prospera sempre più il mercato delle crociere forse anche per questo si accresce il ventaglio delle proposte destinate a coloro che ricercano esperienze particolari sulla base delle proprie propensioni. “Crocerissime.it”, il primo sito italiano interamente dedicato al mondo delle crociere, ha dimostrato in un recente sondaggio che tra i suoi utenti il 35% dei crocieristi vorrebbe poter beneficiare di opportunità e di vere e proprie “esperienze”, come poter cucinare con uno chef stellato, immergersi nella cultura dei luoghi visitati durante un’escursione a terra, al di fuori dei soliti itinerari previsti, o dedicarsi a trekking e iniziative 
ricche di adrenalina per i più audaci, senza dover pensare a nulla da organizzare. Fra le diverse attività più stravaganti vi sono ad esempio: “Odissea musicale nel Mediterraneo”, a bordo della nave Le Bougainville, organizzata dalla compagnia di lusso Ponant. Si tratta di una grande crociera musicale, che unisce i luoghi più attraenti di Grecia e Italia con una serie di recital privati di musica classica in un programma ideato e supervisionato da Michael Parloff, ex solista principale della Metropolitan Opera Orchestra dal 1977 fino al suo ritiro nel 2008. Per il 2020 è stata anunciata l’”Odissea musicale nel Nord Europa”, fra Stoccolma e la città francese di Honfleur che celebrerà il 250 esimo anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven. 

La Norwegian Cruise Line offre “Runaway to Paradise”, da Barcellona a Palma di Maiorca, con possibilità di assistere a un concerto di Jon Bon Jovi sulla stessa nave e nel porto di Palma. La già famosa Rock Legends Cruis sulla Independence of the Seas di Royal Carribbean, ha in programma più di 60 concerti, conferenze tematiche sul “rock”.La compagnia francese di crociere fluviali CroisiEurope, famosa per la sua gastronomia, ha diverse proposte di crociere tematiche , con partenza e ritorno da Strasburgo, spaziando fra cucina ungherese, messicana, araba, italiana e spagnola. P& O Cruises presenta invece la crociera Food Heroes, che consiste in diversi viaggi nei fiordi norvegesi, in Scandinavia e in Russia, accompagnati da tre celebrità gastronomiche: Marco Pierre White, grande chef stellato Michelin, Olly Smith, esperto di vini ed Eric Lanlard, maestro pasticciere. La compagnia Silversea Cruise offre ai suoi clienti la “Wine Series”, con undici crociere pensate per gli amanti del vino.Vi sono poi crociere nelle location del “Trono di Spade”, ad esempio nell’Irlanda del Nord e per scoprire paesaggi medioevali a bordo della nave Crystal serenity della omonima compagnia. Un vero e proprio parco acquatico è presente sulla nave Carnival Subshine, che promette una  
avventura adrenalinica su incredibili scivoli, cascata e piscina Jacuzzi.Ma un’esperienza surreale è quella offerta da Explorer of The Seas di Royal Caribbean nei Caraibi, con molte star della popolare saga fantascientifica di Star Trek. Per concludere la rassegna occorre citare la 31esima edizione della più grande crociera nudista al mondo a bordo della Carneval Legend che partità il 14 febbraio 2021 dal porto di Tampa (Florida, Usa) con circa 3.000 persone; a precederla ci sarà la Big Nude Boat, con “piccanti” intrattenimenti . Vacanze all’insegna della trasgressione e del…peccato non esserci, secondo alcuni! 

                                                   Giuseppina Serafino

mercoledì 14 agosto 2019

Ferragosto e i piatti tipici italiani

Ferragosto è una festa che risale all’Imperatore Augusto nel XVIII sec.il quale diede vita alla feria augusti, sinonimo di evasione e di riunioni conviviali. Oltre alle tradizionali scampagnate e grigliate che sono stati mappati dalla Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Partendo dal Nord, in Trentino e Valle d’Aosta ci sono piatti di sostanza, tipici dell’ambiente montano: i canederli, gustose polpette di pane e speck, e la meno nota Seupa à la Vapelenentse, una zuppa che prende il nome dal villaggio Valpelline, a base di fontina e brodo di carne”. In Lombardia prevale il minestrone, nella versione fredda mentre in Veneto e Liguria si predilige il pesce, con le sarde in saor e la capponadda, una fresca insalata di mare con tonno, acciughe, pomodoro e olive, piatto prediletto da marinai e pescastori. Friuli Venezia-Giulia e soprattutto l’Emilia Romagna, puntano sulla pasta ripiena i Cjarsons e i più classici cappelletti al ragù.

Gli unici a puntare sul dolce sono i piemontesi, con un dolce tipico del ferragosto che è la Margheritina di Stresa, un biscotto la cui particolare fragranza viene data dalla presenza, negli ingredienti, del tuorlo d’uovo sodo setacciato e ridotto a farina. Nel cuore della penisola, ossia in Toscana, troviamo il piccione arrostito, una tradizione nata in epoca carolingia. Nella vicina Umbria il piatto forte è costituito dagli gnocchi al sugo di papera, mentre nelle Marche troviamo l’oca arrosto; i cavatelli al sugo di maiale sono un piatto rustico del Molise.A Roma, come in molte località del Lazio, troneggia il pollo in umido con i peperoni, pietanza godereccia per gliamanti della cosiddetta “scarpetta” finale. 

Precedendo verso sud, in direzione Campania, si scopre che il piatto dominante è la Pizza di maccheroni, una via di mezzo fra piatto di spaghetti e classica frittata, gustato a robuste porzioni, magari sulle spiagge libere. In Puglia un caposaldo della cucina italiana sono le orecchiette con cime di rapa, mentre nella vicina Basilicata ci si orienta sull’agnello alla lucana. Come per la Terra del sole, anche in Calabria si prepara ala pasta al forno, la pasta chijna ( ossia ripiena), un classico del pranzo della domenica e delle festività; oltre alla versione con il ragù e le polpettine, esiste la variante con la soppressata. Dulcis in fundo arriviamo nelle isole con i culurgiones di patate sardi, una pasta ripiena, e il tipico Gelo di Melone siciliano.
L’ingrediente principale di questo dessert fresco è l’anguria, che in Sicilia, come in altre zone del sud Italia viene comunemente definito “melone”, non intendendo quello dalla dolcissima polpa arancione. A Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie, (vicino Palermo, è stato creato anche il panettone di Ferragosto. Sicuramente ci saranno, oltre a quelle citate, tante altre sfiziosità con cui poter“gustare” appieno la giornata ferragostana rendendola davvero
 memorabile..
                                                        Giuseppina Serafino 


                                      




domenica 11 agosto 2019

Grazie di Curtatone i suoi Madonnari


Dal 14 al 18 agosto Grazie di Curtatone (MN), uno dei borghi più belli d’Italia, ospita la tradizionale Fiera delle Grazie. Un evento che compendia arte , cultura e gastronomia e che ha il suo momento centrale, nella notte e giornata ferragostana, quando il Santuario viene invaso dalle opere di oltre 200 Madonnari provenienti dall’Italia e dall’estero. Una 

caratteristica che distingue il concorso mantovano rispetto ad altre manifestazioni di pittura di strada è la connotazione sacra ispirata alla tradizione cristiana; l’arte dei madonnari è definita “sacra” anche per il sacrificio che essi stessi compiono nel dipingere chini sull’asfalto, sfumando i colori con i polpastrelli. Il tema dominante del bozzetto per il manifesto della 47 esima edizione dell’incontro nazionale di questi artisti di strada sarà l’acqua nelle sue varie declinazioni.
 L’autrice, la maestra madonnara Michele Bogoni, vincitrice dell’edizione 2018, ha presentato il suo lavoro il 19 maggio, al Museo dei Madonnari, alla presenza della direttrice Paola Artoni, del sindaco Carlo Bottani, dei rappresentanti di Pro loco Curtatone e Cim (Centro Italiano Madonnari). L’autrice ha descritto la sua opera affermando:”La Madonna delle Grazie, sembra uscire dall’acqua, proprio al centro del sagrato del Santuario, a rappresentare il fiume Mincio. Una Madonna che guarda dritto negli occhi e che porge allo spettatore uno dei simboli del territorio rivierasco, il fior di loto. Sullo 
sfondo il santuario e dietro, un grande sole al tramonto, a simboleggiare l’aureola”. Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie, di stile gotico-lombardo, con ampia volta che copre una sola navata, soggetta a rimaneggiamenti nel sedicesimo secolo, domina il paesaggio del Borgo e dell’area circostante, stagliandosi sul complesso acquatico della Valle del Mincio.
 All’esterno del tempio mariano, il visitatore è accolto da un elegante e sobrio porticato, che impreziosisce la facciata insieme a tre caratteristici pinnacoli posti nella parte più alta. Il loggiato ospita quindici affreschi, che narrano episodi della storia della città, legati a miracoli o a criticità risolte grazie ad intervento divino; tutte le relative lunette, risalenti alla fine del 

Cinquecento, contengono l’immagine della Madonna. Entrando, la prima cappella sulla destra ospita il mausoleo di Baldassarre Castiglioni, opera di Giulio Romano e, aspetto curioso, si trova un vero e proprio coccodrillo, da poco restaurato. Incatenare l’animale in alto, nella volta della chiesa, vuol dire bloccare il male che rappresenta e esporre un monito ai fedeli contro l’umana predisposizione all’errore. Posto su una lieve altura in prossimità del Lago Superiore e della città di Mantova, il Borgo delle Grazie popolato fin dall’antichità da barcaioli ,permette di dominare oltre i canneti, la vista spettacolare dei fiori di loto galleggianti, importati dal Giappone agli inizi del secolo scorso. 
Vegliare sul rispetto di flora, fauna e tradizioni locali, dal 1984 è compito specifico del Parco Regionale del Mincio che agisce su un territorio compreso fra il lago di Garda e il fiume Po. Un fazzoletto di terra che racchiude frammenti di suggestioni autentiche da scoprire.

               Giuseppina Serafino

giovedì 8 agosto 2019

Alta Irpinia e Sponz Fest 2019

Torna in Alta Irpinia , dal 19 al 25 agosto, lo Sponz Fest ideato e diretto da Vinicio Capossela. Si tratta di un tentativo di avvicinare il mondo a quello che fosse, da quel sottoterra da dove veniamo e in cui finiremo: “Fest, Pest e radici”. 
Sottoterra è il luogo delle radici, del riparo, della fertilità sotterranea, “Underground”. La Peste è pestilenza mortale, devastazione del senso di comunità, rottura dei legami sociali, caccia all’untore, capro espiatore, speculazione sulla paura del contagio e azzeramento delle regole. 
Come nei momenti di pestilenza, il lazzaretto, luogo di cura e detenzione, sarà fuori dalle mura cittadine, in contrada detta “Vallone Cupo” sulla collina di Gagliano, sede delle tre serate denominate Sponz Pest. Le attività festive e salvifiche di Sponz Fest si terranno nell’antico centro storico e nelle grotte del paese capofila Calitri, oltre che in altri paesi limitrofi 

(Cairano, Lacedonia, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Villamaina). La performance collettiva “Trenodia” attraverserà in modo processionale e rituale i comuni che aderiscono al progetto, toccando altre regioni, a partire dalla Calabria: Caulonia, Isola di Capo Rizzuto (Crotone), attraverserà i comuni di Sponz Fest e proseguirà in Basilicata a Tricarico , per poi terminare a Matera, il 29 agosto. 
La manifestazione avrà un’offerta alimentare ispirata al tema, con una cucina ottenuta da prodotti intra-terrestri serviti in Vallone Cupo, che sarà protagonista di due serate a tema in paese (Martedì al grasso e Mercoledì alla cenere).In questa edizione il Fest si pone tra gli eventi plastic free con particolare attenzione alla fornitura di acqua e ai materiali biodegradabili. Un vero e proprio connubio fra tradizione e innovazione sarà l’ uso degli sponzini in terracotta, una moneta di terra che omaggia la secolare tradizione ceramica del paese capofila e nuove modalità di transazione economica quali carte digitali e l’App Satispay. 

Per tutta la settimana sponziva, oltre ai singoli eventi e concerti in programma, un gruppo di artisti, studiosi, musicisti, cantori e suonatori saranno il corpo vivo e ambulante del Fest, in una reale compartecipazione popolare; le loro esibizioni saranno anche estemporanee, in campo, in grotta o in vicolo e spesso non annunciate. Ci saranno anche dei trekking e delle ciclo escursioni, denominate “lamentazione a pedali” ovvero un diritto all’ozio: un peregrinare lento per masserie abbandonate, fontane, abbeveratoi. La lentezza è una virtù propria della civiltà&cultura contadina e pedalare insieme è un rituale collettivo in cui il lavoro del corpo viene usato per 
misurare le distanze e il sudore serve come purificazione, perdere qualcosa per trovare e ritrovarsi. Vinicio Capossela ha affermato:” Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica”. Un modo davvero originale per recuperare significati ancestrali ancorandoli in maniera critica nell’odierno vissuto.


                                                                                                            Giuseppina Serafino