giovedì 31 ottobre 2019

Buona la Puglia

A Milano presso i ristoranti“Pescaria” è stato presentato “Buona la Puglia”, un viaggio gourmet per valorizzare le eccellenze enogastronomiche di una regione ricca di valenze culturali e ambientalistiche. La Puglia è una regione dove l'accoglienza e la convivialità sono i tratti inconfondibili, così come la genuinità dei suoi prodotti agroalimentari e l’autenticità della sua tradizione culinaria. 

Oltre 350 i prodotti tipici, 12 le Strade del Vino e dei sapori, 188 le masserie didattiche, quasi 1.800 gli agriturismi, tanti i musei a tema, i frantoi e le cantine, le Città del Vino dell’Olio e i micro-birrifici. Niente di meglio che iniziare a gustare la Puglia partendo da Milano , la città per antonomasia più business friendly. “Buona la Puglia” è stato un evento cool che si è svolto nelle due sedi di “Pescaria”-brand made in Puglia in forte ascesa- di via Bonnet e via Solari, per un gradito show cooking e workshop sull’enogastronomia pugliese. Un viaggio gourmet nei cinque sensi realizzato attraverso un progetto di valorizzazione e promozione territoriale ideato da “Comunica-Creative Company” di Manfredonia (Fg), in collaborazione con regione Puglia e ARET 

Pugliapromozione nell’ambito dell’Avviso Pubblico” Attività di comunicazione in co-branding 2018/2019”. Partners di “Buona la Puglia”­-a Milano sono stati due avamposti dell’identità regionale nel panorama nazionale, e non solo, che in questi anni hanno
 contribuito alla diffusione della pugliesità: l’Associazione “Pugliesi a Milano” ed “Inchiostro di Puglia”. “Buona la Puglia” ha fatto “sposare” i sapori e saperi di tutte e sei le province, da Poggio Imperiale a Santa Maria di Leuca (Foggia, Barletta-Andria-trani, Bari, Brindisi, Lecce e Taranto) mixando prodotti e ricette fra tradizione ed innovazione, gusto ed estetica, assumendo come fil rouge, la frisella, uno dei simboli più noti della tavola pugliese. In questa regione è sempre festa, grazie agli intensi sapori del Mediterraneo, dal Gargano al Salento. In qualsiasi paesino si vada, si trovano menu dalle diverse varianti, che profumano di orecchiette fatte a mano, carne alla brace o specialità a base di pesce; ma anche verdure di stagione, latticini, formaggi e tanti prodotti da forno come pettole fritte e dolci come i pasticciotti. In Puglia ciò che ha a che fare con il cibo non è soltanto alimentazione, ma veri e propri riti ancestrali in una terra autentica impreziosita dal sole caldo. Anche il New York Times si è lasciato trasportare dalla Puglia eleggendola fra le 52 mete da visitare nel 2019. Le ragioni salienti di questo fascino sono i paesaggi e borghi caratteristici e , ovviamente, la cucina che, con orecchiette con le rape, fave , cicorie o capocollo crea una piacevole dipendenza, in una vacanza davvero di gusto.
 La Puglia recentemente è stata eletta “Regione dell’anno” da “Food and Travel Italia”, magazine internazionale di viaggi ed enogastronomia che ha organizzato gli Awards 2019. “La regione che stupisce per i suoi paesaggi colorati e forti, disegnati tra distese di ulivi secolari e coste rocciose, interrotte da spiagge che si tuffano nel mare più blu che ci sia- si legge nella motivazione del premio. Una terra armonica, equilibrata, decisa, in cui tutto è da vedere, toccare, respirare, da gustare lentamente, con il vento tra i capelli. Terra di sapori che, madre natura accompagna con sapienza e perfezione e che, lavorati dalle mani e dalla genialità dell’uomo danno vita a vere e proprie opere d’arte dedicate al gusto. Siamo in Puglia e non vorremmo essere altrove.”

"Buona la Puglia" a Milano è stata la prima stazione di un lungo viaggio dei cinque sensi nelle eccellenze pugliesi-con il supporto di aziende locali-che intende proseguire la sua mission con un format dinamico che associa una puntuale operazione di marketing, per gli addetti ai lavori della comunicazione, ad una promozione turistica tout court , per un pubblico trasversale. Una vera e propria call to action per scoprire la Puglia nella sua interezza in un periodo destagionalizzato e non collegato al classico “prodotto mare”.
Puglia: un’esperienza che non si dimentica.


Giuseppina Serafino

domenica 27 ottobre 2019

Golosaria e “il cibo che ti cambia”

Golosaria a Fieramilanocity per la quattordicesima sua edizione , con il suggestivo tema “Il cibo che ti cambia” ovvero le molteplici valenze che sottendono alla semplice alimentazione .Mangiare influisce sul benessere, ma anche sulle nostre abitudini personali e sociali; una panoramica sul mondo del cibo, partendo dall’agricoltura, posta di fronte ai cambiamenti climatici.Una vera e propria immersione nel gusto con 250 artigiani e 100 cantine nella Terrazza dei Vini Top Hundred.Presso l’Agorà, oltre al tema in oggetto, Paolo Massobrio, l’ideatore della manifestazione, insieme a Marco Gatti, ha presentato le regioni ospiti: Sicilia, Calabria, Valle d’Aosta, Liguria e produttori delta del Po.Fra i prodotti della tradizione regionale italiana spiccavano in particolar modo quelli della Sicilia chè è stata presente con ben 51 aziende. Le eccellenze del settore agroalimentare siciliano, sono state supportate dall’Assessorato regionale alle Attività produttive che ha finanziato la partecipazione dell’isola. 
La Regione Autonoma Valle d’Aosta, è tornata dopo anni, declinandosi in tre versioni: uno spazio dedicato ai suoi migliori prodotti ( la Fontina, il lardo di Arnod, i distillati, le tegole) ; il suo vino presente a Wine Tasting con “I vini delle montagne: viaggio nella viticoltura eroica valdostana” e l’Area Arte & Food Design, dove sono state annunciati gli eventi della Saison Culturelle 2019/2020 al Castello Gamba. Oltre alla cucina di strada d’autore, tanti gli show cooking fra i quali meritano una menzione: “La modernità di Leonardo in cucina: le spezie” . Ma sono stati davvero interessanti i talk show che hanno messo in luce gli aspetti salienti del tema individuato. Così si scopre che il cibo cambia il nostro corpo, con lo studio della nutriceutica e l’individuazione di quelle proprietà che favoriscono il nostro benessere. Il cibo cambia anche il nostro modo di concepire la distribuzione, modificando le superfici di vendita, che diventano più piccole, come le botteghe. Il cibo ha cambiato il nostro modo di comunicare e di informarci, con l’avvento del digitale direttamente in etichetta e in tutto il processo comunicativo. Insieme al cibo è cambiato anche il nostro modo di bere, in una fruizione sempre più personalizzata, all’insegna della moderazione e della sostenibilità.

 Originale l’accostamento Arte e cibo: un rapporto che ha sempre alimentato l’immaginario artistico di ogni epoca. Per la prima volta a Golosaria uno spazio per “nutrire” la mente con le opere proposte da un gruppo di 17 artisti e designer selezionati dalla galleria Fiber Art and…di Milano.Un affinamento del gusto che passa dagli occhi al cuore, una bellezza accessibile e condivisa.

                          Giuseppina Serafino

mercoledì 23 ottobre 2019

Host Milano 2019

La 41 esima edizione di Host Milano ha visto presente tutto il mondo dell’18043con oltre 500 eventi, tra campionati nazionali e internazionali, show-cooking, esibizioni di pasticceri e bar tender. Una grandiosa manifestazione dove tutto il mondo dell’ospitalità e della ristorazione ha presentato la sua offerta .
Grazie alla collaborazione con ICE Agenzia, sono arrivati oltre 1.500 hosted buyer, provenienti da 80 Paesi ( soprattutto da Usa, Canada, Medio Oriente, Emirati Arabi, Cina e Russia) e più di 100 giornalisti internazionali accreditati. Dopo il successo delle tre ultime edizioni, è tornata Smart Label, Host Innovation award, il concorso di Fiera Milano e Host Milano, in collaborazione con POLI:Design, Consorzio del Politecnico di Milano con il patrocinio ADI-Associazione Italiana per il Disegno Industriale. Per quanto riguarda le merceologie l, la manifestazione è stata organizzata in macroaree per consentire la sinergia tra filiere affini_ il settore Bakery/Pizza/Pasta, ha visto crescere il numero degli espositori di circa un quinto (+19%) mentre la macro-area che la vede abbinato alla Ristorazione Professionale ha incrementato l’8%. 
Allo stesso modo sono cresciuti, rispetto al 2017, le aziende presenti nella macro-area Gelato Pastry con Bar/Macchine caffè, Caffè-tea vending. Nel complesso, La Ristorazione professionale, insieme a bakery/Pizza/Pasta, è stato l’ambito più rappresentato (43,5% del totale aziende),seguito da Bar/Macchine caffè/Caffè-tea vending (37,65) e dall’Arredo/Tavola (18,65), quest’ultimo sempre più rappresentativo per il life-style di gamma. Ad si è tenuto il Contest “Panettone World Championship”, organizzato dai Maestri del Lievito Madre per decretare il miglior panettone tradizionale artigianale al mondo.  La giuria dei tecnici composta dai maggiori pasticceri, chef nazionali e



internazionali ha giudicato il miglior panettone artigianale fra i 32 finalisti in gara mentre una giuria composta da esperti giornalisti, gourmet e accademici della cucina italiana ha attribuito il premio della critica. Tokio, Sydney, New York sono le città dei finalisti stranieri che hanno partecipato alla finale assieme ai Maestri del Lievito Madre e ai pasticceri che hanno superato le selezioni che si sono svolte a luglio ad Alma, La Scuola internazionale di Cucina. Ad aggiudicarsi il trofeo per il miglior panettone al mondo, da parte della giuria tecnica è stato Alessandro Slama di “Ischia Pane” -Ischia (Na) ,simpaticamente denominato gigante “buono”; un altro campano, Salvatore Gabbiano della pasticceria omonima di Pompei, si è aggiudicato il premio della critica. Venerdì, presso i Caselli del Dazio di Porta Venezia,è stata organizzata una presentazione di prodotti dolciari per esaltare la qualità delle delizie realizzate dai Panificatori, in un periodo di eccessiva fruizione della produzione della grande distribuzione. 

                                    
  Giuseppina Serafino

domenica 20 ottobre 2019

Viaggio negli archivi fotografici delle ferrovie.

Nella centralissima via Dante è stata inaugurata la mostra fotografica “Di Uomini e Ferro-Viaggio negli archivi fotografici delle Ferrovie dello Stato”, con il patrocinio del Comune di Milano. Questa pregevole operazione culturale, gratuita ed accessibile fino a mercoledì , 6 novembre 2019, consente di scoprire il patrimonio storico delle ferrovie dello Stato: 38 fotografie selezionate dell’archivio della Fondazione Fs Italiane, e in parte raccolte nel volume “Di Uomini e ferro” pubblicato da Rizzoli nel Gennaio 2019. All’evento erano presenti Claudia Maria Terzi, Assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, ospite d’eccezione Mara Venier che ha ricordato alcuni momenti della sua vita, in qualità di figlia di un ferroviere. L’esposizione racconta il treno non solo come mezzo di trasporto, ma specialmente come luogo della memoria, dal fascino senza tempo; mezzo di locomozione simbolo della rivoluzione industriale che ha modificato radicalmente la mobilità delle
persone fra l’Ottocento e il Novecento.Si tratta di immagini molto significative che ricordano i tanti ferrovieri che grazie al loro duro lavoro hanno contribuito all’identità nazionale e illustrano il ruolo determinante della rete ferroviaria per l’Unità d’Italia. Luigi Cantamessa, Direttore generale della Fondazione FS Italiane ha affermato:”Di Uomini e di Ferro-Viaggio negli archivi fotografici delle Ferrovie dello Stato è una mostra unica nel suo genere che racconta, attraverso le immagini inedite ritrovate nel nostro archivio, la storia d’Italia. Il nostro Paese è riuscito a rialzarsi dopo la Seconda Guerra mondiale anche grazie alle migliaia di ferrovieri al lavoro da Bolzano alla Sicilia.

La grande famiglia dei ferrovieri, infatti, ha contribuito alla modernizzazione dell’Italia, dalla ricostruzione all’avvento dell’Alta velocità. Ci piacerebbe che le persone, visitando la mostra, comprendano come dietro al viaggio di un treno ci siano tecnologia d’avanguardia e il lavoro di chi, ieri come oggi, rende tutto questo possibile”

    Giuseppina Serafino


                                                                      

giovedì 17 ottobre 2019

Storia di cuore : Comte de Montaigne

Le radici dello Champagne vengono fatte risalire alle Crociate del XIII secolo, quando Comte de Champagne importò da Cipro un ceppo di Chardonnay che fu trapiantato nell’Aube, nella Côte des Bar. Quest’ultimo è il vero territorio di origine dello Champagne, contrariamente a quanti pensano che possa essere associato alla Marne. Comte de Montaigne è una Maison che ha fatto dell’autenticità del terroir dell’Aube il suo tratto distintivo. 
Una delle vetrate della Chiesa di Santa Maddalena, a Troyes, raffigura Comte de Champagne mentre porge a un cardinale il primo ceppo di uve di Chardonnay al ritorno dalle Crociate. Questa immagine ha impressionato molto da bambino Stèphane Revol, ora Ceo della sopracitata Maison, dando impulso a quella passione che ha alimentato la vera storia dell’azienda, che vede protagonisti il manager e la sua famiglia. Un tempo capitale della Champagne, Troyes è il capoluogo del Dipartimento dell’Aube, adagiata sulla riva sinistra della Senna, è una ridente cittadina che ha il centro storico con la forma di un tappo di champagne. Fra le viuzze medioevali si possono scorgere le tradizionali case a graticcio, costruite nel XII secolo con legno, fieno ed argille; queste ultime si ritrovano nel terroir delle Cuvée Comte de Montaigne ancora oggi. Il terroir della Côte des Bar, beneficia di un microclima unico e di un terreno con una particolare composizione mineraria. Si tratta diun habitat speciale, dal clima temperato, oceanico, semi-continentale, nel quale l’esposizione al sole


è limitata e il sottosuolo gessoso svolgono una funzione termoregolatrice, oltre che protettiva delle radici del vigneto. Pressa , assemblage, presa di spuma e invecchiamento sui lieviti, remuage, sboccatura, dosaggio, sono le fasi centrali del processo produttivo, che viene svolto nel massimo rispetto dei tempi della natura per produrre le Cuvèe nel segno della qualità. Da questa sorta di circolo virtuoso scaturiscono Champagne di carattere, dall’anima fruttata o fiorita, oppure con sentore di spezie, burro o crosta di pane: dal Brut (70% Pinot Noir e 30 % Chardonnay), all’Extra Brut (70% Pinot Noir e 30 % Chardonnay), al Rosé (100% Pinot Noir), al Blancs (100 % Chardonnay) fino alla Cuvèe Speciale (100% Pinot Noir). Il Brand Comte de Montaigne, oltre a storia e tradizione, mira all’innovazione e al futuro, facendo dell’ecosostenibilità uno stile di vita alla base della sua filosofia. I terreni, i vitigni, le cantine e la produzione, sono luoghi e attività “environmental friendly” dove tradizione e innovazione si incrociano nel segno della sostenibilità ambientale.
Il disciplinare dello Champagne include infatti fino a un massimo di tre trattamenti annuali della vigna e la lotta al gelo viene fatta principalmente con l’acqua, evitando di utilizzare il gas per ridurre le emissioni di CO2. Comte de Montaigne è stata scelta da alcuni dei ristoranti e degli hotel più esclusivi del Belpaese ed è presente in Wine Bar, enoteche e pasticcerie selezionate.
                                                                                   
                                                                                               Giuseppina Serafino

domenica 13 ottobre 2019

Milano Golosa 2019


Milano Golosa è l’ importante evento enogastronomico che ha aperto la stagione autunnale a Milano: un viaggio nel gusto e nel cibo con il motto “assaggia, conosci, impara, non sprecare”.Questa ottava edizione si trova ad interagire con un’altra cultura gastronomica, quella asiatica ovvero “Asian Taste”; è una svolta nella tradizione dell’evento poiché un intero padiglione è dedicato all’estremo Oriente e ai ristoratori che hanno portato l’offerta gastronomica asiatica italiana a un alto livello, rendendola un mercato in forte crescita. Secondo l’ organizzatore della manifestazione , il gastronauta Davide Paolini, Milano deve diventare la capitale della contaminazione culturale, anche in cucina. Il filo conduttore rimane come sempre, la ricerca delle eccellenze del gusto, della biodiversità, dell’alta qualità, dell’eco-sostenibilità.
Sono quattro le aree che compongono il padiglione dell’Asia: Asian Street Market, un vero e proprio bazar dove si trovano protagonisti gli ingredienti della cucina asiatica; la sala beverage, per momenti di degustazione di sakè, birra, vino e tè, l’area ristorante, in cui assaporare i gusti della tradizione asiatica guidati dagli chef cinesi ed asiatici; un’area dove scoprire l’oggettistica come kimono, bacchette, ceramiche e un vivaio con i bonsai. Il programma di Asian Taste, a cui ha collaborato Maria Pranzo, curatrice di NO MAYO, la prima guida italiana ai ristoranti asiatici, è impreziosito da importanti nomi del panorama gastronomico italiano: la stella Michelin giapponese IYO, la cucina cantonese di MU dim sum, la prima House of Sake italiana Sakeya, ed anche Vietnam Mon Amour, Gong, Basara, Maido, La Gastronomia Yamamoto. 
Per la prima volta a Milano Golosa il vino Ao Yun, il vino cinese che vola al di sopra delle nuvole: un Cabernet Sauvignon che prende vita sulle alte pendici dell’Himalaya, tra i 2.200 e i 2.600 metri sul livello del mare.Altra novità la partecipazione di quindici aziende lucane e a questo proposito l’assessore regionale all’Agricoltura ha affermato:”Il mondo dell’agroalimentare lucano è sempre più attento a cogliere le opportunità di apertura a nuovi 
segmenti di mercato, sempre più consapevole di quanto sia importante conquistare il palato e il gusto del consumatore, nonché soddisfare le sue esigenze sul piano della qualità e della bontà dei prodotti”. Milano Golosa si è resa ancora più attenta al tema dell’eco-sostenibilità, rendendo la manifestazione plastic-free e biosostenibile, dai prodotti all’allestimento, con uno sguardo al futuro e all’ambiente. Il pubblico si dimostra sempre molto attento ai nuovi orientamento di mercato e sensibile alle problematiche inerenti ad un corretto stile di vita. 

                               Giuseppina Serafino

mercoledì 9 ottobre 2019

I tanti volti della Milano Wine Week

La Milano Wine Week ha avuto inizio, sabato 5 ottobre, nel CityLife Shopping Districit con un imponente flash mob che ha visto migliaia di persone brindare con le bollicine delle aziende aderenti all’Istituto Trentodoc.L’obiettivo della kermesse, giunta alla seconda edizione, è quello di fare del capoluogo meneghino un grande palcoscenico per il mondo del vino così come è avvenuto per altre eccellenze italiane come la moda e il design.

 Si tratta di un format dell’associazione Milano Wine Week prodotto da Lievità srl., società di SG Company S.p.A che ha organizzato un palinsesto con otto giorni di eventi, circa 300,per valorizzare la cultura enologica italiana. Come centro propulsivo della manifestazione è stato scelto ancora una volta Palazzo Bovara, in Corso Venezia, con un fitto calendario di masterclass, seminari e walk-around tasting; 6 i Wine District, distribuiti capillarmente sul territorio cittadino, con l’abbinamento di ciascun quartiere a un consorzio vinicolo. Il quartiere Brera /Garibaldi/Solferino è appannaggio del Franciacorta, mentre il distretto 

Eustachi è presidiato dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, la zona di Porta Nuova è stata brandizzata dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene prosecco DOCG, Porta Venezia ospita le iniziative del Consorzio delle DOC Friuli Venezia Giulia, il quartiere Isola è il regno della regione Sardegna, infine, il Consorzio del Moscato d’Asti DOCG presiede l’Arco della pace e Corso Sempione. Fra le molte novità dell’edizione 2019 ci sono i Wine Tour-itinerari che collegano Palazzo Bovara ad alcuni territori vinicoli ubicati ad un raggio inferiore alle due ore di percorrenza dalla città- il Wine Generation Forum-un momento di incontri fra produttori, manager, consulenti nati negli anni ’80 e ’90 che ha 
l’intento di costruire il Manifesto della Wine Generation per fornire adeguate risposte alle nuove generazioni di consumo. La settimana si concluderà domenica 13 ottobre con un tocco di rosa grazie all’evento organizzato con le Donne del Vino, associazione che ha coinvolto una selezione di aziende italiane posizionate sulla direttrice Milano-Cortina-in omaggio all’assegnazione dei Giochi Olimpici invernali del 2026-per una degustazione dei loro vini nei negozi di Corso Buenos Aires, grazie al supporto di Confcommercio Milano e Ascobaires. Fra le tante le manifestazioni parallele ha riscosso un grosso successo “Bottiglie Aperte”, giunta al suo ottavo anno consecutivo ed evento di punta della seconda Milano Wine Week.
Ho.re.ca ed enoappassionati si sono dati appuntamento al Super Studio Più di via Tortona, facendo registrare circa 5.000 presenze, con il top del panorama vitivinicolo made in italy. La sopracitata Associazione Donne del Vino è stata protagonista dell’originale masterclass “Astrologia del Vino: dimmi che varietà sei. Ti dirò che Donna del Vino sono”.” Bottiglie Aperte” ha come sfida futura quella di focalizzare l’attenzione sul mondo vinicolo emergente creando un evento che, sulla scorta di modelli mutuati dalla moda e dal design, possa divenire interessante per operatori nazionali ed internazionali alla ricerca di nuove interpretazioni vinicole dei nostri straordinari territori”-ha dichiarato Federico Gordini, ideatore del format della manifestazione e Presidente di Milano Wine Week.
                                                                         
                         
  Giuseppina Serafino

domenica 6 ottobre 2019

La Festa del Torrone di Cremona

Fervono i preparativi a Cremona dal 16 al 24 novembre, per la festa più golosa d’Italia con un denso programma di eventi, che doneranno momenti di gusto e ed allegria.
Sperlari, partner della Festa del Torrone di Cremona da oltre 20 anni, sarà quest’anno il main sponsor della manifestazione, confermando il suo ruolo da protagonista. L’edizione di quest’anno sarà dedicata al genio e alla creatività, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Genio è sinonimo di artigianalità, sapienza di un mestiere, e tutto ciò trova esemplificazione proprio nel torrone, che Sperlari fa rivivere nella sua ricetta tradizionale. Domenica 10 
novembre, in occasione dell’apertura al pubblico del 39° piano di Palazzo Pirelli a Milano, ci sarà una distribuzione di torroncini ai visitatori, come anticipazione della Festa del Torrone.Da lunedì 18 a venerdì 22 novembre, la sede dell’azienda ospiterà i Laboratori del Gusto per visitare il reparto produttivo del torrone e partecipare alla degustazione di due ricette gourmet (una dolce e l’altra salata), realizzate dai ragazzi dell’Istituto Einaudi di Cremona. Durante i due week end di festa, la loggia dei Militi sarà il palcoscenico per “Torrone Live”, uno spazio speciale dove i visitatori potranno assistere alle principali fasi della produzione artigianale del torrone ed assaggiarlo. Due visori oculus permetteranno poi di effettuare una visita virtuale della 

linea di produzione del torrone Sperlari avvalendosi della realtà aumentata.Domenica 17 novembre, Sonia Peronaci, fondatrice di Giallo zafferano, darà vita al Dolce della Festa creato per Sperlari, durante uno show cooking ad inviti. Sabato 16 e domenica 17 novembre, un gruppo di artisti realizzerà, con la collaborazione del pubblico, un’immensa infiorata dal titolo “La Gioconda con il torroncino”, un disegno enorme di circa 100 mq.Per concludere la kermesse il 24 novembre, Sperlari svelerà la sua scultura gigante in torrone, appuntamento immancabile della Festa del Torrone

                                               Giuseppina Serafino