BISOL 1542

In occasione del Natale, presso Arcilinea Durini Flagship Store, è stato organizzato un festoso brindisi con il Prosecco Superiore di Bisol. La degustazione è stata condotta da Gianluca Bisol, esponente della 21esima generazione di produttori, alla scoperta delle bollicine iconiche delle colline di Valdobbiadene, dichiarate Patrimonio Unesco, a luglio 2019. Il marchio fa parte del Gruppo Lunelli, che prende il nome
dalla famiglia che ha rilevato nel 1952 le Cantine Ferrari. A partire dagli anni Ottanta la famiglia Lunelli ha scelto di affiancare al Ferrari, altre produzioni che ne condividano i valori di fondo: altissima qualità, ricercatezza e forte legame con il territorio. Questo gli ha permesso di costituire quello che è un Gruppo d’eccellenza del bere che scaturisce da cinque secoli di storia, 
in un racconto familiare che si snoda lungo 21 generazioni 
con l’innato amore per la terra e il vino. Già a partire dal XVI secolo si ritrovano testimonianze che 
attestano la famiglia Bisol nel cuore storico di produzione del Prosecco, ossia il territorio denominato “Chartice”- l’attuale prestigiosa collina di Cartizze. L’area di Conegliano Valdobbiadene è la terra di elezione del Prosecco Superiore. Si tratta di una terra generosa ma difficile da lavorare per la conformazione dei suoi rilievi: terreni scoscesi, 
su cui si inerpicano vigneti che costringono gli agricoltori a praticare una sorta di viticoltura eroica, dove ogni attività viene compiuta rigorosamente a mano. La posizione privilegiata delle colline tra il Mar Adriatico e le Dolomiti, assicura una combinazione unica dal punto di vista micro climatico, con perfetta esposizione solare, giusta escursione termica, ventilazioni costanti. L’area comprende 15 comuni collinari dell’alta marca trevigiana. Il vertice qualitativo della Denominazione è rappresentato dal Cartizze, una collina di soli 107 ettari a vigneto, 
di proprietà di 140 famiglie tra le quali, fin dal 1542, la
famiglia Bisol. Durante il generoso tasting milanese è stata esplorata l’anima degli sparkling da single vineyard e il gusto dei piatti natalizi creati dallo chef Stefano Caffarri, ad avvalorare il fatto che uno dei vini italiani più apprezzati per la sua piacevolezza intrinseca ha ancora molto da diffondere in termini di cultura, di abbinamenti gastronomici e di gioia condivisa. 

Giuseppina Serafino

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