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Visualizzazione dei post da 2020

Il Cilento per ogni stagione

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Il Cilento per la bellezza dei suoi parchi e dei suoi borghi è stato inserito dal 1998 nella World Heritage List dell’Unesco. Grazie al suo ricco patrimonio archeologico, al clima mite e alle sue rinomate tradizioni gastronomiche, conferma la sua vocazione turistica in ogni stagione. Qui si avvertono ancora le influenze greche e bizantine nel modo di fare il pane, nella pasticceria a base di mandorle e nell’uso spezie. Lungo la strada che va da Paestum a Battipaglia è un susseguirsi di caseifici d’eccellenza ediversi allevamenti di bufale che offrono la possibilità di assistere al ciclo di produzione fino alla famosa “mozzata”, ovvero il taglio manuale della pasta filata da cui deriva il termine mozzarella.
Nella Piana del Sele si gusta il carciofo tondo di Paestum IGP, mentre Felitto è celebre per i
fusilli serviti nel tegamino di creta, e Trentinara per gli strangulaprievati (cavatelli giganti),oltre che per la zuppa di lagane e ceci. A Gioi si può gustare la soppressata affumic…

La Via Francisca del Lucomagno

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La Via Francisca del Lucomagno è un percorso ricco di storia, natura e cultura che si snoda per 135 Km unendo Lavena Ponte Tresa alla basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia. Quest’estate è stato visitato da oltre 400 pellegrini generando un controvalore economico per il sistema accoglienza e le realtà locali di oltre 250 mila euro. Si tratta di un segnale importante in un momento di grande difficoltà per tutto il comparto turistico. Sono state oltre 3.000 le notti trascorse negli oltre 40 ostelli, pensioni, e  bed & breakfastdisseminati sul lungo cammino; più del doppio i pasti consumati. Non si è trattato unicamente di un turismo di prossimità poiché tanti camminatori l’hanno percorsa in una sola parte o nella sua interezza arrivando da fuori regioni o dall’estero, come due sposi diTreviso che hanno scelto la Via per un originale viaggio di nozze. Il progetto di valorizzazione, nato cinque anni fa per volontà dell’Associazione Internazionale della Via Francigena, è stato svi…

Agriturismi da sogno

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La vacanza in agriturismo viene spesso in tesa come una sorta di parentesi bucolica che contribuisce a ritemprare  il corpo e soprattutto lo spirito dallo stressaccumulato nellecaotiche metropoli. Periodi di relax in strutture immerse nella quiete di territori campestri con attività legate alla produzione agricola, facendo tesoro dei ritmi appagantidella sussistenza con i semplici aspetti della quotidianità. Il portale Agriturismo.it , attivo da 18 annicon oltre 6.000 strutture, propone un viaggio lungo tutto lo stivale attraverso alcune dellepiù suggestive proprietà disseminate lungo tutta la Penisola. In Lombardia, in un borgo del ‘300, all’interno di un’OasiWWF per la biodiversità, sorge un agriturismo ristrutturato con materiali certificati bio, che viene alimentato con energia prodotta da fonti rinnovabili. Attorno alla corte principale sono disposte le 11 stanze, restaurate in bioarchitettura e arredate con eleganza , ricondotte a un tema particolare quali: stanza del fieno o del…

Porta Venezia, il mio quartiere trendy

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La rivista Time Out ha inserito “Porta Venezia”, della città di Milano, fra i 40 quartieri più cool al mondo, ponendola al 35 esimo posto. -Con i suoi bastioni, i palazzi Liberty, valorizzati dai nuovi dehors “liberalizzati” post pandemia, “ il quartiere più Lgbtq”della città, il Bar Basso con l’invenzione del Negroni Sbagliato-. Ricordo che avevo 9 anni quando la mia famiglia si trasferì in Porta Venezia, a Milano dalla più periferica zona di Porta Romana. Ciò che da subito mi aveva ammaliato era la molteplicità di negozi della caotica, ma affascinante, corso Buenos Aires. In particolar modo la mitica  pizzeria Spontini, nella sua storica sede dell’omonima via, che attirava frotte di golosi con i tranci di pizza filanti, avvolti in cartocci di carta color pastello fumanti e, la tipica macelleria equina in via  Spallanzani . Un incantevole luogo della memoria , oltre all’Albergo Diurno di Porta Venezia, era il Parco Indro Montanelli, grazioso polmone verde a ridosso del centro storico, …

Il Torggelen in Alto Adige.

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Verso la fine della vendemmia in Alto Adige ha inizio il “Torggelen”, un’antica usanza che gli abitanti del luogo definiscono “la nostra quinta stagione”. Il termine sopracitato deriva da “torggi” (lat. torquere) e significa torchio, la pressa in legno che viene utilizzata per pigiare l’uva. Questa tradizione popolare è nata dall’abitudine di vignaioli, venditori eenoappassionati di incontrarsi in cantina per degustare la nuova annata. Gli splendidi colori autunnali invitanoa passeggiare tra i filari di vite, fitti boschi e graziosi paesini di montagna, suggellando le amene esperienze con una sosta gastronomica. Disseminati sul territorio sorgono i masi contadini e le aziende agricole che, da inizio ottobre a fine novembre, aprono le proprie stuben, accogliendo i visitatori con le gustose specialità della cucina altoatesine. Fra i piatti rinomati spiccano: i ravioli “Schlutzkrapfen”, i canederli,la carne salmistrata e le salsicce con crauti, lo speck, le castagne arrosto, i krapfen fat…

Camminando sulle vie del Prosecco

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Dal 2019 è divenuto Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco il territorio  collinare del Prosecco che in autunno si tinge di un fascino cromatico straordinario. Il suolo del Conegliano Valdobbiadene ha un’origine molto antica che risale al sollevamento dei fondali marini e lacustri. Una parte delle colline è stata rimodellata dai ghiacciai delle Dolomiti che hanno portato a valle i diversi sedimenti; dove il ghiacciaio non ha agito, si sono mantenuti  suoli di origine marina, meno profondi e più filtranti. Questo determina una coesistenza di terreni diversi e una differente 
conformazione delle colline, più dolci nell’area di Conegliano, più ripide e completamente esposte a sud in quella di Valdobbiadene. Un modo piacevole di conoscere il territorio assaporandone il magico incanto è quello di percorrerlo camminando in quattro tappe . La presenza umana e la cultura del luogo ci accompagnerà come una sorta di museo diffuso con graziosi oratori, rocche, antichi mulini, abbazie,edifici rur…

Sulla Via degli Dei

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Una delle principali attrattive turistiche  dell’Appennino per gli appassionati della mountain bike e del trekking  è diventata la Via degli Dei. Il nome deriva forse dai toponimi delle montagne come il Monte Venere, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove) , Monte Venere , Monte Luario con riferimento alla dea Lua dea romana dell’espiazione. Si tratta di un cammino ideato alla fine degli anni ’80  da un gruppo di escursionisti bolognesi che ricalca principalmente gli antichi tracciati degli Etruschi e dei Romani, ripreso nel Medioevo dai viandanti su strette mulattiere che avevano sostituito i lastricati sommersi dalla vegetazione. L’intera  traversata si snoda da Bologna a Firenze e non presenta particolari difficoltà, può essere percorso in quattro o sei giorni a piedi e in due o tre giorni in bici, a seconda dell’allenamento dei percorritori. L’itinerario può  comprendere 5 tappe : da Bologna a Sasso Marconi, Badolo; la seconda  da Badolo a Madonna dei Fornelli; la terza giunge a Pass…