giovedì 13 agosto 2020

Urbino e “Una mostra impossibile”

Urbino, città natale di Raffaello Sanzio e Patrimonio Unesco, rende omaggio al “Divino pittore” con una grande mostra, promossa dalla Regione Marche ed ENIT, Agenzia Nazionale del Turismo, nel Palazzo del Collegio Raffaello, in Piazza della Repubblica, fino al 30 settembre 2020. L’esposizione “Raffaello. Una mostra impossibile” presenta 45 suoi 
dipinti-compreso l’Affresco de La Scuola di Atene
riprodotti in scala 1:1 e riuniti insieme, dando la possibilità di ammirare in un unico allestimento opere 
provenienti da 17 paesi 

diversi. Esse provengono dai maggiori musei del mondo-dagli Uffizi di Firenze, ai Musei Vaticani, dalla Pinacoteca di Brera a Milano alla 
Galleria Borghese a Roma, passando per il Louvre di Parigi, il Prado a Madrid e la 
Gemaldegalerie a Berlino, per arrivare a San Pietroburgo all’Ermitage e alla National Gallery di Washington. Luoghi
che conservano capolavori assoluti come la Madonna Conestabile, la Madonna di Terranuova, lo Sposalizio della Vergine, la Madonna del Cardellino, la Deposizione, il Ritratto di Baldassare Castiglione, fino ad arrivare alle Stanze Vaticane per le quali Raffaello, morto a soli 37 anni, dopo una folgorante carriera, giunse a Roma 
ingaggiato da papa Giulio II, ottenendo la consacrazione ad interprete della “maniera moderna”.Lo scopo della mostra è quello di rivolgersi 
soprattutto ai giovani e a quanti 
non 
frequentano abitualmente i musei, portandoli implicitamente alla scoperta di un territorio denso di storia e di tradizioni culturali ed 
enogastronomiche. 
Ferdinando Bologna, che ha curato la selezione e il catalogo delle opere di Raffaello in mostra, ha dichiarato: “Le Mostre impossibili consentono una più approfondita conoscenza delle opere e un accostamento di produzioni artistiche che sono normalmente lontanissime fra di loro. Soprattutto, questa nuova generazione di riproduzioni d’arte, ad altissima definizione e a grandezza naturale permette un approccio agli originali che essi stessi non consentono”. Infatti le riproduzioni sono stampate su un tessuto trasparente e retro illuminante, soluzione 

che, oltre che a conferire una particolare suggestione ai dipinti, permette di cogliere dettagli e sfumature difficilmente apprezzabili nelle tele originali ad occhio
nudo o nelle 
riproduzioni a
stampa. L’anniversario dei 500 anni della morte di Raffaello era un momento che attendevamo con entusiasmo per poter celebrare degnamente il marchigiano che più di ogni altro è patrimonio nostro e del mondo intero ha affermato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli. Una mostra ad Urbino, città dove l’artista nacque e mosse i primi passi. Un’iniziativa unica nel suo genere che sarà sicuramente richiamo culturale e turistico per l’intera regione”.
                                                                   Giuseppina Serafino 

lunedì 10 agosto 2020

Visit Brescia e i suoi tanti eventi


Un territorio affascinante è quello che spazia dal lago di Garda alla Franciacorta, nella provincia di Brescia. Nei due mesi che preludono all’autunno, ovvero settembre ed ottobre, oltre alla ricca tavolozza di colori che ammanta la natura, sarà possibile assistere ad eventi di grande richiamo come: il Festival dei Sapori, la Centomiglia, il Festival Franciacorta in Cantina, la 
1000 Miglia. Dal 1 al 6 settembre, sul piazzale della Locomativa, nel Castello di Brescia si terrà il Festival dei Sapori, l’annuale appuntamento legato al progetto East 
Lombardy che rientra nella 
rassegna We Love Castello e si articolerà in una serie di degustazioni di 
prodotti e vini tipici, oltre a Laboratori per famiglie con Slow Food, Arte e Food.Fra il 5 e 6 settembre tornerà la Centomiglia del Garda con la sua 70° edizione, confermandosi come la regata più longeva della vela italiana e la più lunga sui
laghi europei.L’attuale record di percorrenza appartiene al catamarano The Red, barca per metà ungherese del lago Balaton, per metà di un equipaggio dello Yacht Club di Cortina d’Ampezzo. Il 13 settembre si correrà la festa dello Childrenwindcup, di cui da 13 anni sono protagonisti i piccoli del reparto di Oncoematologia Pediatrica 
dell’Ospedale dei bambini di Brescia. Nei due week end del 12/ 13 e 19/20 settembre sarà possibile immergersi nel mondo di…vino della Franciacorta visitando oltre a dimore storiche, monasteri, le 62 cantine aperte che organizzeranno tour nei vigneti, pic nic tra i filari, gite in bicicletta (previa prenotazione), proposte esclusive in una densa “Open night”. Da giovedì 22 a domenica 25 ottobre, sarà infine possibile assistere alla 38 esima edizione della 1000 
Miglia, la “corsa più bella del mondo”, che era prevista per lo scorso maggio.  
Sfileranno auto costruite fra il 1927 e il 1957 con 400 equipaggi provenienti da una trentina di paesi del mondo che attraverseranno Desenzano e Sirmione per arrivare fino a Roma con ritorno. Per conoscere aspetti interessanti di questa gara entrata nel mito, si può visitare il Museo della Miglia, ricavato dalla ristrutturazione di un suggestivo ex monastero benedettino nella zona di S. Eufemia; ai visitatori viene fornito un tablet audio guida con interessanti spiegazioni e filmati. Aspetto curioso è che le auto sfilano, avvolte da allestimenti e scenografie che 
richiamano i vari periodi e le epoche toccati 
dalla corsa. Tutte queste manifestazioni sono una straordinaria opportunità di assaporare l’incantevole ambiente bresciano, dal fascino discreto ma intensamente appagante (Foto di VisitBrescia) 
                         Giuseppina Serafino

venerdì 7 agosto 2020

Estate in Valchiavenna


Sono molteplici le ragioni che spingono alla scelta di una vacanza in Valchiavenna, località che culmina con Madesimo, un territorio ad oltre 2200 metri con il passo dello Spluga, in direzione del Canton dei Grigioni. Svariate sono le possibilità di praticare il trekking o il cicloturismo in una natura rigogliosa, su percorsi su cui si 
celano beni culturali di grande pregio. Il Lago di Mezzola è un grazioso specchio d’acqua balneabile, ai piedi delle Alpi lombarde, che offre scorci unici, magari noleggiando una canoa o recandosi al Tempietto di San Fedelino, la più antica testimonianza di arte romanica in Lombardia. Salendo verso Chiavenna si può ammirare il Parco Marmitte dei Giganti, il cui nome, letteralmente “grosse pentole”, deriva dalle profonde buche 
scavate dall’azione dell’acqua. Le cascate dell’Acquafraggia, in località Piuro, sono un vero spettacolo della natura in un angolo intatto della Val Bregaglia italiana. Salendo in altitudine si raggiunge Campodolcino, un piccolo borgo in cui si trova l’Acqua Merla, un’oasi verde in cui è presente l’omonima sorgente oligominerale, soprannominata “serpentone”. Gli appassionati del relax e della natura lussureggiante possono visitare il laghetto di Gualdera, nella frazione di Faciscio , a soli 3 km dal paese, con temperature di alta quota che consentono di vivere un’autentica immersione in vegetazione alpina. Coloro che amano 
destreggiarsi in sella ad una bici potranno sbizzarrirsi sulle tante ciclabili in valle, come 
quella che collega Chiavenna a Domaso, adatta a grandi e piccini, e che attraverso boschi e radure, permette di arrivare al bel lago di Novate Mezzola, fino in località Verceia.Da qui si entra nell’oasi del Pian di Spagna, un’area verde protetta, fra il lago di Como e il fiume Adda, rifugio di decine di 
specie di animali. In direzione Madesimo, l’Altopiano degli Andossi favorisce 
l’ambiente naturale per la fioritura dei 
crocus, o zafferano alpino, confusi erroneamente con i bucaneve, che avvolgono i pendii con i colori del bianco e del viola. La Valchiavenna offre anche occasioni di cultura con splendidi edifici come il Palazzo Vertemate Franchi di Piuro, eretto nella seconda metà del XVI secolo, esso fu di proprietà privata fino al 1985, quando venne ceduto al Comune di 
Chiavenna. Uno degli ospiti illustri fu Giosué Carducci, cittadino onorario della zona, a cui venne addirittura intitolata una camera. Altro
 edificio simbolo di Chiavenna è la Collegiata di San Lorenzo, un gioiello medioevale le cui origini risalgono al V 
secolo, che offre un Battistero da ammirare 
con particolare interesse. Altro aspetto da non sottovalutare sono i sapori locali, da gustare magari in uno dei tipici crotti, anfratti 

naturali ricavati fra i resti di antiche frane o alla base di pendii, con una corrente d’aria fresca chiamata sorél,che spira al loro interno consentendo di mantenere una temperatura costante, tra gli 8 e i 10 gradi per tutto l’anno. Un fresco modo per assaporare la bellezza dell’
ambiente chiavennasco in attesa degli splendidi colori autunnali. 

                               Giuseppina Serafino

martedì 4 agosto 2020

La Nuova cucina in Friuli Venezia Giulia

Il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori riunisce 20 top restaurant della regione , affiancati da una quarantina fra vignaioli e artigiani del gusto, ovvero l’eccellenza agroalimentare del Friuli VG. Per festeggiare i suoi ventanni 

essi hanno avviato un ambizioso progetto: “La Nuova Cucina”, da condividere con l’intera ristorazione del luogo e dell’Italia in genere. “Un modo per stringere un patto nuovo con il territorio di cui facciamo parte”-ha affermato Walter Filiputti , Presidente del Consorzio-“Infatti si deve ripartire dagliingredienti e non dalle ricette tradizionali. Si deve avere il coraggio di sperimentare in campi nuovi, ritrovando un equilibrio diverso con la natura e con l’ambiente, anche per un rinnovato modello di turismo sostenibile. E’ importante avere memoria del nostro passato, ma non rimanerne ancorati”.
 La Nuova Cucina , che durerà un anno, vuole ripartire dall’essenzialità del gusto, rinunciando a inutili spettacolarizzazioni 
della forma per ritrovare sostanza. Sarà un cantiere aperto al pubblico attraverso un ciclo di Cene-laboratorio, che partirà a settembre e che saranno svelate sul sito www.fvg-lanuovacucina.it, a prezzo unico, ed accessibile anche a solitamente non frequenta l’alta cucina, in una nuova dimensione. Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia dei Sapori si 
affiancano anche distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare ed artigiani del gusto, portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il contesto geografico di appartenenza, fra di essi: il Consorzio Montasio, il prosciutto crudo di San Daniele di Dok Dalla’Ava, i salumi d’oca di Jolanda de Colò di Palmanova, l’alga Spirulina dell’omonima azienda agricola di Cormòns e i tartufi di Muzzana Amatori. Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di Promo

Turismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Confcommercio Udine e il Patrocinio dei Comuni di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine. A far da filo conduttore del racconto (realizzato dalla firma creativa di Tundra, agenzia torinese guidata da Francesco Busso) è il cerchio, forma perfetta e conclusa. Rotondo, pulito ed autentico come il contorno di un piatto da riempire con la passione e il talento degli 83 che hanno deciso di fare tutti insieme un decisivo passo in avanti . 
                                      Giuseppina Serafino

sabato 1 agosto 2020

68°Trento Film Festival

La 68 esima edizione del Trento Film Festival si terrà dal 27 agosto al 2 settembre 2020. ”Sarà un festival diffuso e sperimentale” ha dichiarato il Presidente della manifestazione Mauro Leveghi. “Oltre alle programmazioni che saranno realizzate in streaming, diversi eventi si svolgeranno in tante località del Trentino, come Rovereto, l’Altopiano della Paganella, le Valli di Fiemme e Fassa. Un festival sperimentale, 

dunque, nel quale si darà evidenza a livello di contenuti, a problemi che la pandemia e il consumo di natura (due facce della stessa 
medaglia) hanno fatto emergere, ipotecando gli anni a venire. Il manifesto di quest’anno, realizzato dall’artista Albino Rossi e dedicato al bosco ferito dalla tempesta Vaia, esprime l’intendimento di richiamare l’attenzione su ciò che sta avvenendo intorno a noi e che condizionerà il nostro immediato futuro e quello di chi verrà dopo di noi. Trento 
rimane ovviamente il cento propulsore della kermesse con eventi come “MontagnaLibri” in Piazza Fiera , con la novità del cinema all’aperto. Confermata la collaborazione con il MUSE, nel giardino del quale si terrà 
il T4Future, la speciale sezione del festival dedicata al futuro sostenibile del Pianeta e rivolta in particolare alle famiglie e alle nuove generazioni. Fra le varie collaborazioni ce ne sarà una tutta al femminile con Donne di montagna, una community creata dalla giornalista trentina Marzia Bortolameotti per raccontare la montagna vista con gli occhi dell’universo femminile.Verranno presentate storie di chi lavora, vive e si allena in montagna, con energia, sacrifici e grande coraggio, allo scopo di abbattere gli stereotipi in un 
mondo, quello della montagna, ancora fortemente declinato al maschile. Saranno cinque gli “Story Trekking” organizzati in diverse location, riservati a piccoli gruppi di persone e guidati dagli Accompagnatori di Media montagna, durante i quali si potranno conoscere questi “spaccati 

di vita”. Nel week end del 29-30 agosto è previsto il primo “Summer Camp Donne di montagna”: una due giorni di avventura e divertimento nella spettacolare cornice delle Dolomiti della Val di Fassa, coadiuvata dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. Saranno tante le uscite sul Monte Bondone, dal classico “A tu per tu con le stelle” in collaborazione con la Rete di Riserve, l’APT Trento, Monte Bondone Valle dei Laghi, fino alla passeggiata di sabato 29 agosto “On 
trees and woods” per costruire un dizionario di profumi e sapori. Domenica 30 agosto l’affascinante ambiente naturale del Lago di Santa Colomba (Civezzano) sarà lo scenario di “Soultrek”, un’escursione per il corpo e lo spirito realizzata in collaborazione con Montanemente, Ecomuseo dell’ Argentario, APT Valle di Cembra e Altopiano di Piné .Per consultare il programma completo www.trentofestival.it 

                                              Giuseppina Serafino







mercoledì 29 luglio 2020

Viaggio fra le tradizioni artigiane marchigiane

Sono tantissime le botteghe artigiane che costellano il territorio della Regione Marche, tenendo vive nei piccoli borghi storici antiche tradizioni. Racchiuse fra torri e campanili centenari, fra viuzze e piazzette, queste vere e proprie fucine di abilità creativa, coniugano l’esperienza e il “saper fare”, con il design e le esigenze contemporanee. Ad Acquaviva Picena, in provincia di Ascoli 
Piceno, si tramanda l’antica arte delle paiarole, i cesti fatti con paglia di frumento, vimini e canne palustri; dagli anni Settanta, 
si è aggiunta la produzione di bamboline e personaggi del presepe realizzati con gli sfogli del mais. Nel 2000, all’interno della Rocca medioevale, è sorto il Museo- Laboratorio della Paraiola come una sorta di tributo a un mestiere diventato quasi distintivo del luogo.
Un’altra arte prettamente femminile è la tradizione del merletto a tombolo tipica di Offida (AP), importata nel 1300 ma diffusasi nel borgo dal 1700 con la tessitura di tovaglie, tende ed altre tipologie di arredi. Sempre nell’ascolano, il borgo di Force vanta una 
florida tradizione di lavoratori del rame, attestata nel Museo Ramai a Palazzo Canestrari, dove si possono ammirare oggetti d’uso e lavoro quotidiano, frutto di una attività avviata dai monaci farfensi. Montappone, in provincia di Fermo, è riconosciuta invece come la capitale europea del cappello di paglia. Nel Settecento i mezzadri si riunivano nelle stalle per filare, tessere ed
intrecciare cesti, cappelli e scope di saggina ora ricordati con proiezioni, fotografie e macchinari d’epoca nel Museo del Cappello della sopracitata località.  Si deve ricordare poi Castelfidardo, in provincia di Ancona, patria della fisarmonica, grazie all’ingegno di Paolo Soprani che, nel 1863 intuì le potenzialità dell’organetto e lo adattò ai gusti e agli stili musicali del periodo e della zona. A questa celebre produzione è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica, che presso il Palazzo Comunale, costituisce un prezioso mezzo didattico per far 
conoscere le fasi evolutive dello strumento 

musicale che spesso allieta le feste di piazza, trasmettendo buon umore e gioia di stare insieme. Fabriano vanta una tradizione consolidata nella lavorazione della carta, con l’invenzione di una particolare tecnica di filigrana che ha fatto sì che fosse nominata una delle due città creative dell’Unesco in Italia.Nel museo ospitato all’interno del convento di San Domenico, ci si può accostare alla storia dei maestri cartai fabrianesi che, dalla seconda metà del XIII sec. producono la carta a mano. Altre

Marche sono quelle della pietra, e le cave d’arenaria, già note in epoca romana, sono la fonte della pietra lavorata dai marmisti e scalpellini di S.Ippolito (PU). In questa località quasi ogni casa è una piccola installazione, decorata con nicchie, immagini, portali, mensole e cornici. Per conoscere un’altra interessante usanza artigiana marchigiana, a Fratte Rosa, in provincia di Pesaro Urbino, occorre 
aggirarsi fra le 
tante botteghe e i laboratori specializzati nella produzione di terrecotte. Il paese, grazie alla ricchezza di argilla dei territori circostanti, possiede una ricca tradizione di oggetti in terracotta, realizzati al tornio con ossidi naturali che conferiscono la tipica colorazione nero melanzana o marrone rossiccio. Infine occorre menzionare l’artigianato della ceramica, partendo da Ascoli Piceno, in cui è presente il Museo di Arte Ceramica allestito nella duecentesca chiesa di San Tommaso. Un altro centro di produzione è Urbania, l’antica Casteldurante della maiolica, prodotta dagli esperti maiolicari che, favoriti dalla corte Roveresca, poterono avvalersi della
 collaborazione di pittori famosi, dando vita così al genere dell’Istoriato. A Urbino è possibile ammirare la collezione conservata nel Palazzo Ducale mentre a Pesaro sono presenti raffinate decorazioni raffaellesche del XVI secolo e un prestigioso passato ampiamente documentato nella sezione Ceramiche dei Musei Civici. Aspetti molteplici che rendono ancora più affascinante il territorio marchigiano ricco di suggestioni da scoprire.
                                                           Giuseppina Serafino 





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