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Visualizzazione dei post da 2020

Valencia meta top 2021

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  Sono molteplici le ragioni che rendano Valencia, città del Turia, una meta imperdibile per il 2021.  1. Si tratta della città in cui si vive meglio, secondo l’ Expat City RanKing 2020 , che ha confrontato il Quality of Urban Living Index di 66 destinazioni in tutto il mondo. Ad essere apprezzati sono la qualità della vita, il clima mediterraneo, la possibilità di sfruttare al meglio il tempo libero e il rispetto per  l’ambiente.        2. Nel   2021 ci saranno tre nuove aperture alberghiere nel cuore del centro storico. La catena MYR Hotels , dopo l’inaugurazione del bellissimo Palazzo Vallier, inizierà ad accogliere gli ospiti a Puerta Serranos; il 4 stelle superior è ubicato in via Blanquerìa, vicino alle Torres de Serranos e ai Giardini del Turia. Anche Only You aprirà il suo primo hotel a Valencia, a poca distanza dalla centralissima Plaza del Ayuntamiento. La struttura avrà il tocco del celebre interior  designer Làzaro Rosa-Violàn, che si  ispira al Mediterraneo per creare u

L’ Anno Santo di Compostela

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Fervono i preparativi per l’apertura dell’ Anno Santo diCompostela , elemento culminante di tutto quello che il Camino di Santiago rappresenta. La sua origine risale al XIV, periodo tardo medioevale, ed accade in totale 14 volte ogni secolo. Si ritiene che il primo della storia sia stato il Giubileo del 1428, o forse quello del 1434, entrambi indetti dall’arcivescovo Don Lope de Mendoza. Gli ultimi quattro anni Santi sono stati il 1993, il 1999, il 2004 ed il 2010. Durante  tutto l’Anno santo i pellegrini che lo desiderano possono ottenere l’indulgenza  plenaria, ovvero il perdono dei peccati, in qualsiasi giorno. Per far ciò, occorre visitare la cattedrale di Santiago, pregare, ricevere i sacramenti della confessione e della comunione. L’Anno Giubilare Compostelano dura dodici mesi, a partire dal 31 dicembre dell’anno precedente con l’apertura della Porta Santa. Questo periodo costituisce un’opportunità per il rinnovamento spirituale e la purificazione del credente. Come a voler ra

Ode al presepe

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Pensare che il Natale venisse solennemente annunciato con una corona dell’ Avvento di agrifoglio appare ora alquanto inquietante. Già,  ora  infatti la parola “corona” evoca scenari apocalittici.  Ed è per questo che si sono sprecate le associazioni di provvedimenti straordinari per contenere l’emergenza anche al presepe e all’addobbo dell’albero. Pare che possano essere ammessi solo un massimo di 6 pastori, tutti rigorosamente con mascherine e ad un metro di distanza. Nessuno di costoro dovrà    ovviamente avere più di 65 anni perché sarebbe ad alto rischio. La sacra famiglia composta da Gesù, Giuseppe, Maria potrà stare insieme perché formata da congiunti almeno, così pare! L’asino e il bue dovrebbero  consegnare  un certificato del Ministero dell’Agricoltura. Mentre i Tre Re Magi, dal canto loro, devono rispettare una quarantena di quindici giorni poiché provengono dai Paesi stranieri, indipendentemente dal fatto  che abbiano un test Covid negativo. Il fieno, il muschio e il foglio

Trento, città del Natale

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Anche Trento illumina il suo Natale di iniziative molteplici in mancanza del tipico Mercatino che quest’anno si svolge in maniera virtuale per far comunque assaporare il gusto della tradizione.  Entrando nella sezione del sito si può curiosare fra le bancarelle e scegliere le prelibatezze locali. Le nuove luminarie riscaldano il cuore lungo il percorso del “giro al Sass “, la passeggiata del sabato pomeriggio lungo le vie del centro. L’installazione “Luci d’artista” trae ispirazione dai canti tradizionali di montagna quali “”Paganella”, “La madonina” che si dispiegano come uno spartito luminose;  le luminarie decorano anche i quartieri di Le Albere e Piedicastello e, per iniziativa, dell’ APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi , anche il Mausoleo di Cesare Battisti sulla collina del Doss Trento, sulla riva destra dell’Adige. Un modo per valorizzare un monumento di grande importanza storica oltre ad offrire un panorama fantastico sull’intera città. Per la prima volta è stata organiz

Il Natale in Messico

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Una testimonianza di Suor Daniela Maccari,   missionaria comboniana originaria di Varazze(Sv ), sul Natale trascorso in Messico, per assaporare il senso di questa festa vissuta in modo sobrio e autentico.         «Un altro Natale della mia vita missionaria e che ricorda con nostalgia è quello vissuto in America Latina. Sono arrivata a   Città di Messico  nel mese di novembre del 1976, per cui il primo Natale messicano è arrivato in fretta. Mentre viaggiavo nel metro e attraversavo diverse strade della capitale per partecipare ad alcune lezioni di spagnolo, rimanevo entusiasmata dal clima di festa che regnava ovunque. Le tipiche pastorelle natalizie risuonavano nelle piazze, per le strade, nei negozi. Bancarelle con figurine, decorazioni natalizie, dolciumi, dischi di canti religiosi e popolari, alberelli illuminati e… in Piazza San Domenico, sotto i portici una fila di tipografi che con macchine manuali imprimevano biglietti natalizi personalizzati. Dopo i primi due Natali più o meno n

I kibbutz di Israele

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 I kibbutz sono una  realtà che raccontano l’evolversi la storia di Israele che saputo coniugare tradizione ed innovazione  ed offrono la possibilità di una vacanza indimenticabile in perfetta armonia con la natura. Essi proliferano da oltre un secolo, visto che il primo, quello di di Degania Alef , risale al 1909, quando già tantissimi ebrei si erano trasferiti nella regione in seguito alle due ondate migratorie verso la Terra Promessa. La sua struttura innovativa,  ispirata ai valori della condivisione e dell’uguaglianza,  riscosse ben presto un grande successo, a tal punto da essere replicata in diversi altri centri sparsi per il Paese. I kibbutz sono un elemento importantissimo per l’economia israeliana, infatti da loro derivano il 40% della produzione agricola nazionale e il 10% di quella industriale; sono anche luogo di ricerca per quanto concerne la salvaguardia dell’ambiente, in cui poter svolgere un’esperienza di volontariato per un periodo minimo di due mesi. I turisti in qu

Dolcissimo Natale

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Appartiene proprio al capoluogo meneghino uno dei più apprezzati dolci tipici del Natale, ovvero il panettone, la cui origine si perde nella notte dei tempi fra leggenda e realtà. Una prima di esse risale al 1400 e ha come protagoniste Ughetto degli Atellani che si innamorò di Adalgisa, figlia di un pasticciere di nome Toni   che per rimediare a un errore diede vita   al “Pan                                              del Toni”, fatto con pane dolce lievitato,  con aggiunta di burro e canditi. Secondo un’usanza  milanese bisogna conservare un pezzetto di  panettone del pranzo di Natale per mangiarlo il 3 febbraio, festa di San Biagio, come rito propiziatorio contro mal di gola e raffreddore. Il pandoro ha invece origini veronesi e sembra risalire all’antica Roma, anche se la ricetta da noi conosciuta è un’evoluzione ottocentesca, infatti nel 1894 Domenico Melegatti   depositò la ricetta all’ufficio brevetti; la forma a  stella a otto punte è opera del pittore impressionista  Angelo D