venerdì 17 gennaio 2020

Diario di viaggio a Roma (II parte)

Un'altra meta del desiderio che ho ritenuto di coronare è stata la Fontana di Trevi, gremita all’inverosimile da una folla che si assiepava dinanzi quasi fosse il concerto di una pop star, facendo fischiare in maniera assordante i sorveglianti poiché qualcuno si avventurava nell’acqua per rivivere i fasti di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg nella dolce vita felliniana. Situata nel cosiddetto Tridente, è una fantasmagoria barocca, un vero tripudio di marmo bianco e acqua turchese, largo 20 m e alto 26 m, raffigura il dio marino Oceano su un carro trainato da cavalli (uno selvaggio, l’altro docile, a rappresentare gli umori del mare) guidati da tritoni. 
La tradizione vuole che si lanci una moneta (resa celebre dal film di Jean Negulesco Tre soldi nella fontana) per garantirsi il ritorno a Roma; ogni giorno vengono raccolti circa 3000 euro, donati poi alla CaritasLa scalinata di Trinità dei Monti, con i suoi 135 scalini, troneggia su Piazza di Spagna, e porta alla chiesa francese che porta lo stesso nome, recentemente ha subìto un restauro di circa un milione 
e mezzo di euro, finanziato dalla gioielleria Bulgari. Ai piedi di essa, si vede la fontana della Barcaccia (1629), a forma di barca che affonda, opera di Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo. Una bella camminata è stata quella che ha portato a Trastevere , nelle prima giornata di inizio novembre, con circa 21 gradi, è stato bello costeggiare il fiume soffermandosi presso i vari ponti che lo attraversano. Decisamente animata l’atmosfera bohèmienne delle viuzze con trattorie popolari dai nomi divertenti come: “i veri rigatoni 
democratici”” Da Er parolaccia” ; ottima l’indicazione fornita da due formose signore del posto che mi consigliavano l'Antica Osteria “da Giovanni”, in via Lungara , dove è stato possibile gustare una vera “cacio e pepe”, Alessandro Borghese permettendo. Una visita alla Galleria Corsini, un tempo dimora della regina Cristina di Svezia, all’Orto botanico di 12 ettari in cui crescono circa 8000 specie di piante, fra cui alcune delle più rare d’Europa. Per smaltire le calorie, è stata proficua la salita al Gianicolo per ammirare, ancora una volta, il panorama de ROMA. Scendendo poi , dopo aver osservato artisti di strada è stato interessante entrare nella Basilica di santa Maria in Trastevere, una delle più antiche dedicate al culto della Vergine, costruita all’inizio del III secolo, dove secondo una leggenda, sgorgò miracolosamente una fonte d’olio puro.
Suggestiva la visita al Parco della via Appia, dopo 10 fermate di metropolitana e altrettante di autobus 660, una passeggiata di circa 10 km a piedi, o in bicicletta, io ho scelto quest’ultima, sobbalzando su una strada lastricata, e imprecando per le molteplice peripezie da funanboli per evitare di precipitare al suolo. Diverse le catacombe, lungo il percorso e le testimonianze romane, su una strada costeggiata da giganteschi pini marittimi. Ciò che ha comunque impressionato è stato, all’inizio dell’avventura l’indicazione “Fosse Ardeatine” e la scoperta di questo inquietante brandello di storia contemporanea, le trecento tombe, presidiate nella semioscurità da 8 
militari immobili, la fossa dell’eccidio con un lume acceso. Dopo qualche attimo di disagio, il viaggio è ripreso alla scoperta della Roma de noialtri.Tutto ciò è stato soltanto un piccolo assaggio di quello che una città come Roma riesce ad offrire dal punto di vista storico ed artistico ma ciò che decisamente sorprende è camminare senza una precisa meta scoprendo curiosità e aspetti insoliti che stupiscono ogni volta che si decide di recarvisi per riassaporare il suo fascino eterno.                                  

Giuseppina Serafino

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