venerdì 22 maggio 2020

Piccoli gioielli in Costa Azzurra

Senza allontanarsi troppo dall’Italia è possibile visitare piccoli gioielli per ritrovare magiche atmosfere di un tempo che sembra 
essersi fermato.
 A circa mezz’ora da Nizza , fra Cannes e Grasse, il villaggio di Mougins è un grazioso borgo fiorito, celebre anche per il soggiorno di Picasso negli ultimi 12 anni della sua vita. Oltre al Parco della Valmasque , con i suoi 30 km di percorsi in mountain bike, lo stagno Fontmerle incanta con la sua colonia di fiori di loto, la più importante d’Europa.Da tenere presente il suggestivo percorso che ha per tema l’acqua con ben diciannove fontane 
e lavatoi distribuiti su tutto il territorio che presero l’avvio dal XII secolo. In ogni piazzetta dei villaggi della Provenza, all’ombra di un maestoso platano, se ne vede una, muta presenza che simboleggia la vita ed era una tappa ristoratrice per cavalieri e viandanti. Luoghi di lavoro femminile, i lavatoi, semplici bacini idrici o addirittura pietre sul fiume, erano anche punti di socializzazione, che cambiarono lo stile di vita con la corrente igienista del XIX secolo; la 
legge del 1851 ne impose la costruzione dove vi fosse acqua che scorreva. Biot un villaggio a pochi minuti dal mare, fra Nizza e Cannes, è stata una roccaforte dei Templari.Un borgo che viene definito un paradiso dell’arte di vivere, con 2 campi da golf, ed itinerari green densi di macchia mediterranea, con arbusti di cisto e mirto; il Parco della Brague, lungo l’omonimo fiume offre scorci indimenticabili, ha un’estensione di circa 480 ettari ed è situato ad una quota che va dai 40 ai 245 metri. Il Musee National Fernard Léger è il luogo d’incontro di oltre 60 artisti provenienti da più di 60 discipline artistiche differenti (vetrai, ceramisti, pittori, illustratori, lavoratori del cuoio, fabbri, affrescatori), la maggior parte dei quali hanno studi aperti al pubblico. Dagli anni’50 questo caratteristico borgo è diventato la capitale della 
soffiatura del vetro, con 500.000 pezzi esposti nella vetreria Biot. Ogni anno a luglio, Les Verriales accoglie una trentina di artisti a un tema specifico legato al vetro, coniugando sapientemente modernità a tradizione.All’inizio del XX secolo avviene il declino dell’industria della ceramica e Biot si proietta sulla viticoltura ed orticoltura che diminuiscono verso il 1960allorchè appare una nuova attività. Il parco industriale di Sophia Antipolis, primo polo tecnologico d’Europa, si 
afferma intorno al 1970, mostrando aspetti innovativi che sembrano vogliano stridere con l’identità del posto. Tante le opportunità da cogliere in questi autentici tesori incastonati nella magica Costa Azzurra in cui ritrovare il sapore di aspetti di vita che si pensava fossero perduti, cogliendone le preziose valenze, spesso celate. 
           
            Giuseppina Serafino

lunedì 18 maggio 2020

In Sicilia sulla Magna Via Francigena

Riscoprire la Sicilia nei suoi aspetti autentici potrebbe essere un futuro obiettivo di viaggio per ritrovare una dimensione di vita appagante sulla base degli elementi di essenzialità che contraddistinguono alcuni suoi territori.

Sloways, da sempre impegnata a promuovere una forma di turismo lento a piedi e in bicicletta, propone la Magna Via Francigena che collega due antiche città di porto Palermo e Agrigento, tramite un sistema di trazzere ,antichi sentieri sterrati che uniscono i villaggi dell’entroterra. Si parte da Santa Cristina Gela e da S.Agata, centro della antichissima comunità Arbereshe, di origine albanese, nei pressi del lago di Piana degli Albanesi, per recarsi al  Santuario di Maria S.S del Rosario di Tagliavia che venne eretto nel 1841, dopo che secondo una leggenda, fu rinvenuta da due pastori una pietra con l’immagine della Vergine e, successivamente, una fonte d’acqua dalle proprietà miracolose, capace di curare Re Ferdinando I di Borbone. Il sentiero conduce poi 

a Corleone, conosciuta per tragiche vicende mafiose, documentate presso il Cidma,in realtà da riscoprire per il suo ingente patrimonio di architettura sacra. A dieci minuti dal paese, si trova la cascata delle Due Rocche e in seguito il Lago di Prizzi con il paese omonimo,dove, con un transfert si può visitare Palazzo Adriano, presso il quale è stato girato il film Nuovo Cinema Paradiso. Successive tappe sono Castronovo e Cammarata, con un tuffo nella bella riserva naturale di Carcaci, habitat di molte specie di rapaci; fra gli alberi si possono scorgere i resti del villaggio abbandonato di Borgo Riena, con pianta a croce, chiesa in pietra e case rurali dei contadini. Il giorno successivo, dopo un percorso di una quindicina di chilometri, si arriva a Sutera uno dei Borghi più belli d'Italia, costeggiando la ferrovia fino a Acquaviva Platani, una piccola perla che si trova dal lato opposto del massiccio, attraverso uno spettacolare tratto su un costone roccioso.                                                                    

Giunti a destinazione, non resta che perdersi (si spera di no) nel fitto labirinto delle stradine inserite nel quartiere arabo di Rabato e visitare il Museo etnografico. La meta del giorno è Racalmuto, "villaggio morto", città natale di Leonardo Sciascia, le cui tracce si trovano 
disseminate ovunque, quasi fosse una simbolica “caccia al tesoro” letteraria. Ad Aragona, località celebre per i soffioni naturali, si prende un treno per dirigersi ad Agrigento per esplorare la città vecchia o ammirare la fantastica Valle dei Templi. Ciò che comunque resterà nel cuore è il 
sapore intenso di un paesaggio antico denso di profumi e colori, che restituisce la preziosa essenza di coloro che lo abitano, baluardi di un passato che rivive durante il nostro affascinante cammino. https://camminifrancigenidisicilia.wordpress.com/

                 Giuseppina Serafino






venerdì 15 maggio 2020

Il turismo lento sui Colli Euganei

Molti concordano nel prevedere un rinnovato interesse per il turismo sostenibile e di prossimità. Si tratta di un’occasione straordinaria tesa alla scoperta di piccoli borghi, cammini a poca distanza, avvalendosi della mobilità dolce per effettuare piacevoli gite a piedi ed in bicicletta. In particolare i Colli Euganei e la Bassa Padovana si pongono come una possibile meta per cicloescursioni lungo il tratto dell’Anello ciclabile fra archeologia, arte e natura, da Montegrotto Terme a Torreglia. Si parte dalla città di Montegrotto Terme, il cui nome deriva dal latino Mons Aegrotorum, ossia collina dei malati, con riferimento alle proprietà curative della sorgenti di acqua calda conosciute sin dall’antichità. 
Già i Veneti nel I millennio a.C conoscevano l’importanza delle acque termali, alle quali era associato il culto di un dio che in epoca romana venne chiamato Aponus. Ed è proprio all’epoca romana che risale l’importanza dell’area archeologica tra via delle Terme e via degli Scavi, dove sono stati ritrovati resti di una grande struttura termale formata da tre grandi vasche-piscine collegate tra di loro da un fitto sistema di canalizzazioni e da altri edifici funzionali all’accoglienza dei fruitori delle terme. Saliamo in bici e imbocchiamo l’anello 
ciclabile in direzione nord, ammirando da lontano l’elegante architettura di Villa Draghi -con la sua merlatura a coda di rondine che si ispira al Palazzo Ducale di Venezia- e si erge solitaria sul Monte Alto. L’edifico in stile neogotico a pianta quadrata, è un esempio di architettura eclettica che richiama lo stile orientale e gotico lagunare, con l’aggiunta di elementi medioevaleggianti, venne costruito da
Villa Draghi
Pietro Scapin alla metà del 1800. Il sentiero che conduce al Monte Alto, immerso nel rigoglioso parco di Villa Draghi, è stato ribattezzato il Sentiero dell’ amore, risulta arricchito da alcune targhe con versi di celebri poeti fra cui Montale e Petrarca. Riprendiamo baldanzosi il nostro tour facendo tappa al Biotopo di San di San Daniele, nel Comune di Torreglia, una delle poche zone umide dei Colli Euganei con diversi bacini artificiali, per lo lo scavo dell’argilla, utilizzata nelle vicine fornaci di Monteortone.Ora il Biotopo di San Daniele ospita diverse specie floristiche rare e una grande varietà di specie faunistiche (anfibi, 
Abbazia Praglia
rettili e uccelli acquatici) che possono essere osservate dal sistema di passerelle di legno pensili dalle quali è possibile passeggiare al di sopra delle aree paludose. Pedalando verso il Comune di Teolo ci imbattiamo nell’imponente Abbazia di Praglia: un antico monastero benedettino fondato nell’XI secolo per iniziativa della nobile famiglia vicentina dei Maltraversi. Il complesso è costituito da quattro bei chiostri: doppio o della clausura, quello circondato dalle celle dei monaci,
botanico-una volta destinato alla coltivazione delle piante medicinali, oggi elegante giardino pensile al primo piano, con colonne e capitelli finemente lavorati. Meritano una visita il refettorio monumentale, che conserva il magnifico arredo ligneo e una grande “Crocifissione” dipinta da Bartolomeo Montagna alle fine del ‘400, e la Biblioteca Monumentale Nazionale, che comprende 100.000 volumi. Terminato il circuito dell’Anello ciclabile, facendo una deviazione, si può raggiungere il borgo di Luvigliano ancora nel
Villa Vescovi
Comune di Torreglia, per ammirare la
splendida Villa Vescovi patrimonio del Fai­- Fondo Ambiente Italianoo. Fatta costruire nel Cinquecento dal nobile AlviseCornaro, vescovo di Padova, essa si sviluppa su pianta quadrata con ampie logge esterne su tre lati che ricordano le antiche ville romane. 


Qui si trovano suggestivi affreschi di panorami realizzati dal pittore fiammingo Lambert Sustris, che si riconnettono alla spettacolarità dell’armonico paesaggio esterno dei Colli Euganei. 
Estasiati da queste meraviglie, si inforcano le bici per tornare a Montegrotto attraverso la pista ciclabile che unisce Torreglia alla località termale, desiderosi di poter conoscere altre meraviglie del territorio patavino, enogastronomia compresa- #daiColliall'Adige 

                                              
Giuseppina Serafino

martedì 12 maggio 2020

Grado: l’isola che c’è

“Paese mio, piccolo nido e covo di gabbia, posato leggero su di un dosso biondo, per te di canti ne farei un mondo e mai non smetterei di cantarli”. Oltre a questi versi di Biagio Marin (1891-1985), poeta gradese per eccellenza, sono tanti coloro che hanno immortalato la suggestione di Grado per celebrarne la sua piacevolezza di spiaggia imperiale fin dal 1892 , come fu dichiarata dagli Asburgo, e di stazione termale riconosciuta a livello internazionale. Essa infatti presenta un Centro sabbiature unico in Italia che sfrutta gli effetti positivi della sabbia ricca di minerali benefici. Un’isola nel mare del Friuli Venezia Giulia, con 10 km di spiaggia sabbiosa, circondata da 
16.000 ettari di laguna puntellata da oltre 100 isolotti, che 
possono essere esplorati 
pedalando lungi i suoi 40 km di piste ciclabili. Su di essi sventola la Bandiera Gialla della Fiab con 5 bike smile, ottenuti da soli 6 Comuni in Italia. La sua storia vanta anche 30 Bandiere Blu ( per la gestione sostenibile delle spiagge e per la qualità delle acque) ed 11 Bandiere Verdi assegnate dai pediatri europei. Grado si trova al termine della Ciclovia Alpe Adria, miglior pista ciclabile d’Europa nel 2015, che con i suoi 425 km, tra incantevoli paesaggi montani e collinari, città d’arte e borghi , collega Salisburgo all’Isola del Sole”, appellativo ottenuto per la sua caratteristica di borgo di pescatori. In territorio italiano il 
percorso si snoda in parte sul tracciato della vecchia linea ferroviaria dismessa, e da Tarvisio tocca Gemona, Udine, Aquileia ed infine Grado sul mare Adriatico. Ora ci si sta attrezzando per affrontare in maniera adeguata la stagione estiva, garantendo il consueto alto standard di ospitalità. Già a partire da giugno, grazie ai numerosi spazi all’aperto presenti, sarà possibile praticare svariati sport come: vela, surf, golf, tennis, canoa, kayak, skateboard, windsurf, nordic walking ed esplorazioni subacquee nella massima sicurezza. Per gli appassionati di mobilità green, sarà disponibile un nuovo servizio di bike sharing, che avvalendosi di una App gratuita, consente di noleggiare online la bicicletta con guida virtuale per scoprire i 
santuari naturali dell’  isola della Cona (con i suoi cavalli Camargue) e di Valle Cavanata, una splendida oasi naturale. A ciò si aggiungono i grandi tesori artistici, come le graziose chiese paleocristiane del pittoresco centro storico di Grado, o la basilica di Aquileia, a una decina di chilometri di distanza. Utilizzando un servizio di taxi boat o noleggiando una barca si può raggiungere l’antico santuario di Barbana sull’isoletta omonima. Da citare il Cammino Celeste che congiunge Grado ed Aquileia, sede dell’antico patriarcato, al Monte Lussari ( dove vi è un santuario a 1.766 metri), con un percorso che copre una distanza di 210 chilometri e può essere diviso in 11 
tappe. Percorrendo questo Cammino si attraversa il Friuli dal mare alle Alpi, sfiorando chiesette votive, storici centri d’accoglienza gestiti da ordini monastici e cavallereschi. Viene definito Cammino Celeste poiché oltre al segno distintivo patriarcale vi è quello Mariano, (per luoghi come Barbana, Castelmonte, Lussari) centri di arcaica devozione mariana, con ancone, edicole ed immagini di Maria.   

Le tante opportunità che vengono preannunciate, oltre alla tipica cucina marinara, con prodotti a km zero, rendono Grado un indimenticabile “Luogo dell’anima” come lo ha definito Il regista Pier Paolo Pasolini che scelse la laguna per girare Medea, uno dei suoi capolavori. Da provare per credere.
                                                                                     
                                                     Giuseppina Serafino







domenica 10 maggio 2020

Alla scoperta della Val di Non


La Val di Non, da sempre crocevia di popoli, è un territorio di confine, legato alla Valle dell’ Adige, e quindi al Trentino ma anche alla Val d’Ultimo e quindi all’ Alto Adige. Essa si estende dal massiccio delle Dolomiti di Brenta al Gruppo montuoso delle Maddalene.La sua storia è costellata di testimonianze di grande fascino come castelli, santuari e graziose chiesette, manieri ma anche borghi contadini che conservano il fascino di un tempo. Tra boschi ed alpeggi, fanno capolino malghe attorniate, sui versanti soleggiati da meleti che affascino in primavera con la loro fioritura. Ciò che viene considerata la vera perla di questo paradiso è il Lago di Tovel, incastonato nel Parco Naturale dell’Adamello 
Brenta, è famoso perché fino a qualche tempo fa si tingeva di rosso, quasi fossero 

insanguinate a causa di una principessa ferita in battaglia . La leggenda narra che lo spirito della principessa Tresenga vaghi sulle acque del lago sospirando. In realtà il fenomeno della colorazione delle acque è dovuto alla presenza di un’alga, la “Tovellia sanguinea” che si riproduceva abbondantemente d’estate donando al lago di Tovel il caratteristico colore rosso.Il fenomeno della colorazione, la cui ultima volta risale al 1964, 
pare sia dovuto alla sparizione delle alghe per mancanza di sostanze nutritive come azoto e fosforo,contenute nel concime naturale delle mandrie, ora carenti sugli alpeggi. Numerose le attività che possono essere svolte intorno al lago, come il trekking per visitare le antiche segherie lungo il torrente Tresenga, oppure, per i più allenati, è possibile percorrere l’anello delle malghe che si snoda su 17 km per circa 1000 metri di dislivello, da Malga Pozzol verso Malga Flavona, giungendo a 
Passo Termoncello. Una gita semplice, con una vista mozzafiato sul gruppo delle Cime di Vigo, è il giro ad anello di circa 11,5 Km e 450 metri di dislivello che tocca la Malga di Coredo, (a quota 1562) con fattoria didattica per bambini, per poi dirigersi a Malga Rodeza ( o di Tres), a strapiombo sulla Val d’Adige, offre una suggestiva vista sulla catena del Brenta e delle Maddalene. Bellissimo fotografare lo spettacolo del foliage in autunno 
che contraddistingue in maniera incantevole la Val di Non. Un’altra meta di grande fascino è il Santuario di San Romedio, un eremo arroccato su uno sperone roccioso in una gola dalle pareti verticali, punto d’arrivo del percorso spirituale, denominato
Cammino Jacopo d’Anaunia, intenso per le emozioni che riesce a donare,  così come il meraviglioso incanto della Val di Non

             
Giuseppina Serafino 




giovedì 7 maggio 2020

#Elbasicura

In questo periodo di grande incertezza per quanto riguarda la programmazione delle proprie vacanze, un progetto pilota arriva dall’Isola d’Elba. Si tratta di un modello reso possibile dal tavolo di lavoro del Gat (Gestione Associata per il turismo dell’Elba) sotto il marchio di Visit Elba. Le iniziative vanno dai traghetti a portata ridotta e senza affollamenti, in qualsiasi 

giorno della settimana, che consentono di rimanere in auto per raggiungere la propria destinazione, senza scendere dal proprio mezzo. Le oltre 200 spiagge dell’ Isola, permetteranno il distanziamento sociale, anche in caso di massima affluenza, sia sulle 80 facilmente raggiungibili in auto, che sulle altre 120, arrivando tramite sentieri o imbarcazioni,in vere e proprie oasi di
libertà (https://elbasmartexploring.com.) In attesa di disposizioni governative sul libero spostamento, coloro che sceglieranno di 
effettuare in questo angolo di Toscana la propria vacanza, potranno versare la caparra fino a 15 giorni prima del soggiorno. Per rendere il soggiorno ancora più particolare, verranno incrementati alcuni servizi esclusivi presso gli hotel, come ad esempio cene in terrazzo; chi la sera vorrà soffermarsi in spiaggia, potrà ordinare la spesa online e farsela recapitare nel luogo scelto. Oltre all’attività balneare sarà possibile svolgere innumerevoli esperienze sul territorio, infatti l’Elba, cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, riserva MAB Unesco, è famosa per il suo ambiente incontaminato. Grazie agli oltre 400 chilometri di sentieri si potrà fruire delle
opportune distanze, sia da soli, che avvalendosi di visite guidate, con appositi mezzi di comunicazione. Altra opportunità di svago sarà quella effettuata con l’uso di biciclette, prelevate dai diversi punti noleggio, aderenti al protocollo di sanificazione concordato con la Asl.L’Elba potrà 
così avvalersi di un vero e proprio lusso dello spazio, che va dalle bellissime spiagge, ai sentieri per il trekking, dalle riserve naturalistiche ai graziosi borghi. Gli amanti dello snorkeling possono recarsi all’isolotto di Ortano e raggiungere in gommone le calette selvagge fra l’Innamorata e Calanova, con la tavola da surf dirigersi al largo Chiessi. Coloro che cercano la quiete potranno trovarla presso la località La Zanca e Costa dei Gabbiani, lasciandosi ammaliare dai colori della fiammeggiante alba di Rio Marina e dagli scenografici tramonti di Pomonte. Chi desidera rigenerarsi con lo sport, potrà effettuare un’escursione sul Sentiero delle Farfalle o dei singletrack nel Bike Park di Capoliveri, facendo una puntatina alle Miniere. Svariati sono i sentieri che si snodano sul Monte Capanne permettendo la ricerca di antiche abitazioni di pastori, o dei Domoliti, Stele e Menhir come a Pietra Murata e a Sassi Ritti, per non citare le tombe 
protostoriche di Piane della Sughera. Incantevoli i profumi della flora locale, dal giglio di mare illirico sulle Dune di Lacona o i secolari alberi di Tasso al Poggio, memoria storica di un’antica foresta del Terziario ; percorrendo il sentiero del Calone (sopra la spiaggia dell’Innamorata) fino alla Miniera del Vallone si è circondati da fichi d’ India giganti e ginestre in fiore. Presso la vetta del Monte Capanne, raggiunta con la cabinovia, l’Elba e il suo bellissimo Arcipelago saranno a portata di mano con il loro straordinario incanto, ripagando i più scettici della validità della scelta di questa fantastica vacanza.


Giuseppina Serafino