In Sicilia sulla Magna Via Francigena

Riscoprire la Sicilia nei suoi aspetti autentici potrebbe essere un futuro obiettivo di viaggio per ritrovare una dimensione di vita appagante sulla base degli elementi di essenzialità che contraddistinguono alcuni suoi territori.

Sloways, da sempre impegnata a promuovere una forma di turismo lento a piedi e in bicicletta, propone la Magna Via Francigena che collega due antiche città di porto Palermo e Agrigento, tramite un sistema di trazzere ,antichi sentieri sterrati che uniscono i villaggi dell’entroterra. Si parte da Santa Cristina Gela e da S.Agata, centro della antichissima comunità Arbereshe, di origine albanese, nei pressi del lago di Piana degli Albanesi, per recarsi al  Santuario di Maria S.S del Rosario di Tagliavia che venne eretto nel 1841, dopo che secondo una leggenda, fu rinvenuta da due pastori una pietra con l’immagine della Vergine e, successivamente, una fonte d’acqua dalle proprietà miracolose, capace di curare Re Ferdinando I di Borbone. Il sentiero conduce poi 

a Corleone, conosciuta per tragiche vicende mafiose, documentate presso il Cidma,in realtà da riscoprire per il suo ingente patrimonio di architettura sacra. A dieci minuti dal paese, si trova la cascata delle Due Rocche e in seguito il Lago di Prizzi con il paese omonimo,dove, con un transfert si può visitare Palazzo Adriano, presso il quale è stato girato il film Nuovo Cinema Paradiso. Successive tappe sono Castronovo e Cammarata, con un tuffo nella bella riserva naturale di Carcaci, habitat di molte specie di rapaci; fra gli alberi si possono scorgere i resti del villaggio abbandonato di Borgo Riena, con pianta a croce, chiesa in pietra e case rurali dei contadini. Il giorno successivo, dopo un percorso di una quindicina di chilometri, si arriva a Sutera uno dei Borghi più belli d'Italia, costeggiando la ferrovia fino a Acquaviva Platani, una piccola perla che si trova dal lato opposto del massiccio, attraverso uno spettacolare tratto su un costone roccioso.                                                                    

Giunti a destinazione, non resta che perdersi (si spera di no) nel fitto labirinto delle stradine inserite nel quartiere arabo di Rabato e visitare il Museo etnografico. La meta del giorno è Racalmuto, "villaggio morto", città natale di Leonardo Sciascia, le cui tracce si trovano 
disseminate ovunque, quasi fosse una simbolica “caccia al tesoro” letteraria. Ad Aragona, località celebre per i soffioni naturali, si prende un treno per dirigersi ad Agrigento per esplorare la città vecchia o ammirare la fantastica Valle dei Templi. Ciò che comunque resterà nel cuore è il 
sapore intenso di un paesaggio antico denso di profumi e colori, che restituisce la preziosa essenza di coloro che lo abitano, baluardi di un passato che rivive durante il nostro affascinante cammino. https://camminifrancigenidisicilia.wordpress.com/

                 Giuseppina Serafino






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