“Le incredibili curiosità di Genova”

Genova, una città da molti amata per le sue molteplici suggestioni che offre, fra sapore di tempi passati nei suoi stretti carruggi e nella Lanterna, faro più alto del Mediterraneo, che ammicca da lontano, per i  suoi fasti di Repubblica marinara ma anche per il crogiuolo di culture che hanno creato contrasti stridenti, che aleggia fra le note dei celebri musicisti che l’hanno ammantata rendendola unica. Ebbene, al di là della retorica, quale modo migliore di conoscerla minuziosamente nella miriade di aspetti che la contraddistinguono attraverso chi la abita quotidianamente e ne ha assimilato profondamente il fascino che la pervade. Laura Guglielmi, giornalista di consolidata esperienza professionale, che ho avuto la fortuna di conoscere 
personalmente, ha ritratto il capoluogo ligure in un corposo testo, di ben 348 pagine che appassiona per la carica emotiva che trasmette: “Le incredibili curiosità di Genova” (Newton Compton editori), arrivato alla quinta edizione. “Uno sguardo su più di mille anni di storia della Superba”, recita il sottotitolo, con una definizione attribuita al letterato F. Petrarca. Il materiale è strutturato cronologicamente in brevi capitoli, incentrati su episodi dei quali si possono trovare riscontri tangibili in: targhe , dipinti, statue, canzoni oppure oggetti di uso comune. In uno degli ottanta episodi si 
parla ad esempio delle “graziose” dei vicoli della Maddalena, con termine caro a Fabrizio De Andrè. Fra le prostitute che hanno contraddistinto la storia portuale della città, si  menziona Rina, la tigre di Gondar e il suo bordello di vico Lepre, epicentro delle case chiuse, frequentato nel ventennio dai gerarchi fascisti. La sopracitata maitresse si era guadagnata  tale soprannome per il suo passato al seguito dell’esercito italiano in Etiopia. I bordelli di lusso erano il Suprema in Galleria Mazzini e il Mary Noire in via San Luca dove 
scorrevano fiumi di champagne accompagnati da caviale; tra i
più economici il Castagna, nell’ omonimo vicolo, meta degli studenti, il 
Sommergibile in vico Lavezzi, vicino a porta Soprana e un lupanare 
frequentato anche da minorenni in vico Ragazzi. Oggi le “donne
delle candele”, così chiamate per la durata della prestazione calcolata in periodo di assenza di luce elettrica, sono state soppiantate dalle tante schiave provenienti da paesi lontani, costrette a riscattare le “spese di viaggio”a coloro che vengono considerati novelli pirati per averle portate fin qua. Fra le tante curiosità raccontate nel libro si parla di Oscar Wilde e di sua moglie Lady Constance, sepolta nel cimitero di Staglieno; si cita 
Marco Polo rinchiuso nelle carceri genovesi dove scrisse il celebre “Il Milione” e del principe Andrea Doria che aveva chiamato il gatto come il suo peggior nemico, il pirata Dragout, in una storia di rivalità e di stima. Altre notizie interessanti sono quelle che riguardano la famosa ospitalità genovese, vista attraverso i palazzi dei Rolli, patrimonio dell’ Unesco, un altro scoop è quello che riguarda il gioco del lotto nato proprio a Genova come l’’Inno d’Italia e Corto maltese. Per non parlare poi del Genoa, la società di calcio più antica d’Italia fondata dagli Inglesi o delle delizie culinarie come: il cappon magro, la cima e le altre ricette basate sugli avanzi; oltre alle tre magiche P, quali il Pinguino, il Paciugo e la Pànera. “Ho passato tane giornate china 
sul computer a raccontare questa città bisbetica ed intrigante, che mi ha acchiappato per non lasciarmi più” ha confidato l’autrice della pregevole, opera che, per accuratezza storica e filologica, e la fitta aneddotica, infonde nei lettori lo stesso effetto carismatico che la città ligure ha prodotto su di lei. 

Giuseppina Serafino





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