lunedì 15 giugno 2020

Occit’Amo e il Paese che non c’è

A pochi chilometri da Torino, si estende un piccolo lembo di Piemonte che ha ottenuto il riconoscimento dall’Unesco come Riserva della Biosfera del Monviso. In esso sono presenti profonde valenze culturali, paesaggistiche e gastronomiche che si rifanno alla cultura occitana: dai trovatori medioevali ai giorni nostri in un percorso vivace che si traduce in lingua, costumi, musica e balli.
Saluzzo
Qui sta per partire la sesta edizione di Occit’amo 2020 nella porta orientale dell’Occitania, il “Paese che non c’è” che dal Piemonte si estende fino alla Spagna, unendo in una sorta di abbraccio le persone che si riconoscono per origini, caratteri e passioni comuni. 
Il Festival Occit’amo nasce nel 2015 con la direzione artistica di Sergio Berardo, leader dei Lou Dalfin, anima della riscoperta della musica occitana. Protagoniste assolute sono le valli alpine ai piedi del “Re di Pietra”, il Monviso, riunite in un unico progetto di promozione territoriale che va sotto il nome di Terres Monviso: 
Valle Stura, valle Maira, Val Varaita, Valli Po Bronda e Infernotto, Valle Grana e tutta la pianura che si trova intorno a Saluzzo, capitale dell’antico marchesato. Occit’Amo sarà un percorso che durerà 5 settimane, dall’11 luglio al 15 agosto denso di concerti, camminate fra antiche chiese, rifugi, castelli, alla scoperta di borghi alpini. Sabato 20 giugno, per festeggiare il Solstizio d’estate al Parco Roccerè, sullo spartiacque fra la Val Maira e Val Varaita, ci saràuna facile passeggiata che porterà alla vetta del Monte Rocceré, importante punto archeologico, in cui antiche e misteriose coppelle scolpite nella roccia testimoniano i primi insediamenti umani della regione.Un’altra 

interessante anteprima sarà il Passa Charriera, I Passa Strada dei Mercati cittadini, che dal 29 giugno racconteranno Occit’amo nei principali mercati cittadini, 
come gli antichi trovatori che nel basso medioevo mescolavano melodie delle valli e poesie in lingua d’oc per raccontare l’amore per le dame insieme a storie, leggende e fatti dei luoghi che venivano attraversati. Il Festival è stato realizzato dalla 
Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “Performing Arts” ed il Comune di Saluzzo è entrato in un progetto che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal viso in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.Si dia inizio alle danze in un magnifico scenario che potrà essere esperito con attività di sport ed escursionismo alla portata di tutti.                         Giuseppina Serafino
                                    

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