Viaggio fra le tradizioni artigiane marchigiane

Sono tantissime le botteghe artigiane che costellano il territorio della Regione Marche, tenendo vive nei piccoli borghi storici antiche tradizioni. Racchiuse fra torri e campanili centenari, fra viuzze e piazzette, queste vere e proprie fucine di abilità creativa, coniugano l’esperienza e il “saper fare”, con il design e le esigenze contemporanee. Ad Acquaviva Picena, in provincia di Ascoli 
Piceno, si tramanda l’antica arte delle paiarole, i cesti fatti con paglia di frumento, vimini e canne palustri; dagli anni Settanta, 
si è aggiunta la produzione di bamboline e personaggi del presepe realizzati con gli sfogli del mais. Nel 2000, all’interno della Rocca medioevale, è sorto il Museo- Laboratorio della Paraiola come una sorta di tributo a un mestiere diventato quasi distintivo del luogo.
Un’altra arte prettamente femminile è la tradizione del merletto a tombolo tipica di Offida (AP), importata nel 1300 ma diffusasi nel borgo dal 1700 con la tessitura di tovaglie, tende ed altre tipologie di arredi. Sempre nell’ascolano, il borgo di Force vanta una 
florida tradizione di lavoratori del rame, attestata nel Museo Ramai a Palazzo Canestrari, dove si possono ammirare oggetti d’uso e lavoro quotidiano, frutto di una attività avviata dai monaci farfensi. Montappone, in provincia di Fermo, è riconosciuta invece come la capitale europea del cappello di paglia. Nel Settecento i mezzadri si riunivano nelle stalle per filare, tessere ed
intrecciare cesti, cappelli e scope di saggina ora ricordati con proiezioni, fotografie e macchinari d’epoca nel Museo del Cappello della sopracitata località.  Si deve ricordare poi Castelfidardo, in provincia di Ancona, patria della fisarmonica, grazie all’ingegno di Paolo Soprani che, nel 1863 intuì le potenzialità dell’organetto e lo adattò ai gusti e agli stili musicali del periodo e della zona. A questa celebre produzione è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica, che presso il Palazzo Comunale, costituisce un prezioso mezzo didattico per far 
conoscere le fasi evolutive dello strumento 

musicale che spesso allieta le feste di piazza, trasmettendo buon umore e gioia di stare insieme. Fabriano vanta una tradizione consolidata nella lavorazione della carta, con l’invenzione di una particolare tecnica di filigrana che ha fatto sì che fosse nominata una delle due città creative dell’Unesco in Italia.Nel museo ospitato all’interno del convento di San Domenico, ci si può accostare alla storia dei maestri cartai fabrianesi che, dalla seconda metà del XIII sec. producono la carta a mano. Altre

Marche sono quelle della pietra, e le cave d’arenaria, già note in epoca romana, sono la fonte della pietra lavorata dai marmisti e scalpellini di S.Ippolito (PU). In questa località quasi ogni casa è una piccola installazione, decorata con nicchie, immagini, portali, mensole e cornici. Per conoscere un’altra interessante usanza artigiana marchigiana, a Fratte Rosa, in provincia di Pesaro Urbino, occorre 
aggirarsi fra le 
tante botteghe e i laboratori specializzati nella produzione di terrecotte. Il paese, grazie alla ricchezza di argilla dei territori circostanti, possiede una ricca tradizione di oggetti in terracotta, realizzati al tornio con ossidi naturali che conferiscono la tipica colorazione nero melanzana o marrone rossiccio. Infine occorre menzionare l’artigianato della ceramica, partendo da Ascoli Piceno, in cui è presente il Museo di Arte Ceramica allestito nella duecentesca chiesa di San Tommaso. Un altro centro di produzione è Urbania, l’antica Casteldurante della maiolica, prodotta dagli esperti maiolicari che, favoriti dalla corte Roveresca, poterono avvalersi della
 collaborazione di pittori famosi, dando vita così al genere dell’Istoriato. A Urbino è possibile ammirare la collezione conservata nel Palazzo Ducale mentre a Pesaro sono presenti raffinate decorazioni raffaellesche del XVI secolo e un prestigioso passato ampiamente documentato nella sezione Ceramiche dei Musei Civici. Aspetti molteplici che rendono ancora più affascinante il territorio marchigiano ricco di suggestioni da scoprire.
                                                           Giuseppina Serafino 





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Commenti

  1. Ma che bello, grazie! È proprio quello che cerco quando viaggio ma non sempre è facile trovare l'artigianato locale.

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    1. Speriamo che queste antiche tradizioni continuino ad esserci, anche grazie a coloro che come te sanno apprezzarle.

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  2. Caspita! Quante cose interessanti tutte insieme! Devo proprio visitare la capitale dei cappelli di paglia! Li adoro!

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    1. Infatti... è bello che ci siano ancora maestri artigiani di tale levatura...tanto di cappello!

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  3. Adoro le Marche sono la mia seconda casa. Tante delle attività che citi ho potuto vederle durante i vari festival o visitare i musei e ne vale davvero la pena

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  4. Adoro le mie Marche....ci vivo da 20 anni e non c'è fine alla scoperta! Grazie bellissimo post

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  5. Grazie a te, per questa
    gioiosa condivisione dell'amore che nutri per una regione di "infinita bellezza".

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  6. Mi è piaciuto tantissimo leggere di queste tradizioni perché amo tutto ciò che arriva dal passato e continua ad essere valorizzato!

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  7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  8. Bentrovata Federica, mi fa piacere che tu apprezzi questo simbolico viaggio in ciò che contraddistingue l'essenza dei nostri territori.

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