Il sapore di…vino delle CinqueTerre

Borghi dai colori pastello incastonati in paesaggi lussureggianti a picco sul mare, intrisi di antiche testimonianze che li hanno ammantati di fascino intenso. Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, con i suoi 3.868 ettari è uno dei più piccoli d’Italia ma è il più densamente popolato, con circa 4.000 abitanti disseminati in cinque paesini: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso al Mare. L’opera dell’uomo
infaticabile ha modificato l’ambiente naturale ricavando dai pendii scoscesi delle colline,

strisce di terra, dette ciàn, sorrette da chilometri di muretti a secco. Ciò costituisce un tratto identitario di un paesaggio atipico e fortemente antropizzato a tal punto da averlo fatto assurgere a Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. Si deve anche a questa straordinaria metamorfosi architettonica fatta di muri a secco se l’area protetta può adesso vantare un grande serbatoio di biodiversità. Il sistema a terrazzamenti ha favorito un rifugio per piante ed animali, contrastando i fenomeni erosivi 
mediante una sapiente canalizzazione delle acque.In questi giorni è iniziata la vendemmia che interessa 150 realtà vitivinicole per 25 produttori di Doc; si parte dalle uve da passito Scacchetrà per poi passare ai grappoli destinati alla Doc del bianco secco, salendo su appezzamenti che raggiungono 500 metri sul livello del mare. Si tratta di un territorio vitivinicolo verticale che si snoda su una rete di circa 6000 chilometri di muri a secco. In questo contesto trovano le condizioni 

pedoclimatiche ideali i vigneti di bosco, arbarola e vermentino e si producono le due tipologie di vino Doc: il Cinque Terre e il sopracitato Sciacchetrà, rispettivamente un bianco secco e un passito bianco vinificato con le migliori uve, cresciute nei vigneti affacciati sul mare.”Questo per la vendemmia nelle Cinque Terre è un anno particolare”, ha dichiarato la presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Donatella Bianchi.”L’anno del Covid, che ha già avuto numerose conseguenze sulle attività economiche 
legate al turismo. Il Cinque Terre  Doc è un vino che segue una rete di vendita soprattutto locale, in un anno dove il calo del turismo si è attestato intorno al 51 % ( secondo un dato di Federalberghi), a risentirne sono state anche le aziende vitivinicole delle Cinque Terre che hanno riscontrato giacenza di bottiglie sopra la media. Attualmente la superficie coltivata a vigneto supera di 
poco i 150 ettari contro i 500 ettari di circa 60 anni fa, sostenere gli agricoltori è una necessità anche per la salute del Parco. Le persone che danno vita alla vendemmia rappresentano una ricchezza straordinaria che costituisce un elemento fondamentale di presidio del territorio e del suo capitale naturale”.

                       Giuseppina Serafino

Commenti

  1. Io non bevo vino, o meglio lo faccio raramente, quindi non conosco questi vini senz'altro deliziosi, ma comprendo appieno la situazione drammatica che tutta la nostra penisola sta subendo. Spero tanto che tutto possa finire quanto prima, così che almeno il turismo possa ridare una boccata d'aria.
    Valentina

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