Il Cilento per ogni stagione

Il Cilento per la bellezza dei suoi parchi e dei suoi borghi è stato inserito dal 1998 nella World Heritage List dell’Unesco. Grazie al suo ricco patrimonio archeologico, al clima mite e alle sue rinomate tradizioni gastronomiche, conferma la sua vocazione turistica in ogni stagione. Qui si avvertono ancora le influenze greche e bizantine nel modo di fare il pane, nella pasticceria a base di mandorle e nell’uso
spezie. Lungo la strada che va da Paestum a Battipaglia è un susseguirsi di caseifici d’eccellenza ediversi allevamenti di bufale che offrono la possibilità di assistere al ciclo di produzione fino alla famosa “mozzata”, ovvero il taglio manuale della pasta filata da cui deriva il termine mozzarella.
Nella Piana del Sele si gusta il carciofo tondo di Paestum IGP, mentre Felitto è celebre per i

fusilli serviti nel tegamino di creta, e Trentinara per gli strangulaprievati (cavatelli giganti),oltre che per la zuppa di lagane e ceci. A Gioi si può gustare la soppressata affumicata presidio Slow Food, celebre anche in seguito al film “Benvenuti al Sud”; Prigliano e Ogliastro offrono la possibilità di assaggiare i buonissimi fichi bianchi amati dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra.
Durante le festività natalizie, in tutto il territorio si possono degustare i dolci tipici come le pastuccelle cilentane a base di castagne e cioccolato, gli struffoli, cui si dà forma con un vecchio pettine tolto da antichi telai. In questo ambiente si fondono scenari di fascino, fra mare e montagna, paesaggi e volti antichi, dove sembra che Heminguay abbia tratto ispirazione per “il
vecchio e il mare. L’incantevole borgo alto di Castellabate offre una vista spettacolare e luoghi densi di storia come il Castello dell’ Angelo, fatto erigere nel 1123 per difendere l’area dalle incursioni dei pirati saraceni, l’Antiquarium, la Basilica Pontificia e il lago, una zona prosciugata dai monaci benedettini, ricoperta di fiori rari e da una
rigogliosa macchia mediterranea. A Santa Maria si ammira il grazioso centro storico, la Chiesa omonima e il molo dell’antico Porto Traverso, conosciuto come Porto delle Gatte. L’invito a visitare il
Cilento viene addirittura da Angelo Granito Pignatelli, Principe di Belmonte, che ha fatto di Palazzo
Belmonte, a Santa Maria di Castellabate, e di Villa Serena, a Punta Licosa, due posizioni privilegiate
per scoprire il Cilento. “Il mio è un invito a visitare questi luoghi dove la mia famiglia risiede fin dal 1300. Un invito, in questo momento delicato, ad abbracciare l’Italia, a dare forza al nostro Paese, a conoscere luoghi e storie che da sempre ci rendono unici agli occhi del mondo e che costituiscono la
vera ricchezza dell’Italia e dei suoi territori”.

Giuseppina Serafino

Commenti

  1. Che meraviglia! Sono stata a Paestum tanti anni fa ad ottobre per un convegno ed era stata una esperienza bellissima. Il Cilento è sicuramente un'area da scoprire, speriamo di poterci di nuovo muovere in serenità!!

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    1. Speriamo davvero Elisabetta, che tornino tempi migliori per riassaporare il piacere della scoperta e della conoscenza.

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  2. È una zona che non conosco ma che vorrei visitare! Anche perché ho amato molto Napoli e dintorni! Con la descrizione del cibo poi mi hai fatto venire l'acquolina in bocca!

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    1. Se torneremo da quelle parti, ne approfitteremo per scoprire nuove delizie da condividere...con buona pace della "linea"!

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  3. Il Cilento è una zona meravigliosa. L'ho girata in estate, ma mi hai dato ottimi spunti e idee per farci un giro fuori stagione, soprattutto per le cose da assaggiare!

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