Cibiana di Cadore, "Paese dei Murales"

                                                                                   


C’era una volta un paesino triste, abitato per otto mesi su dodici soltanto da bambini ed anziani, seduti su panche di legno , in un grappolo di case sulle Dolomiti, a metà strada della valle che congiunge Pieve di Cadore a Cortina. Ebbene qualcuno ebbe l’idea dei “Murales”. Si tratta di un piccolo paese  veneto di  369 abitanti, a 985 metri sul livello del mare, Cibiana di Cadore, lungo la strada  che da Venas arriva al passo Cibiana e poi nello Zoldano, in provincia 


di Belluno. Uno scrigno che racchiude
 un tempo sospeso, lontano dalle mete turistiche , con casette antiche, alcune delle quali, risalenti ai secoli XVI,  XVII e XVIII, disseminate fra stradine di ciottoli che si inerpicano sui pendii sui quali sorge l’agglomerato abitativo. Sono presenti , per la gioia degli estimatori del turismo esperienziale, strutture ricettive a conduzione familiare , rifugi e baite in cui si viene confortati dalla deliziosa cucina tipica. Uno dei principali motivi che attraggono i turisti sono però  i tanti murales che identificano Cibiana come 


“Paese dei Murales” o “Paese che  racconta la sua storia”. Una storia dipinta sulle pareti di molte abitazioni da autorevoli artisti, per lo più veneti , ma giunti anche dal Giappone e dall’ex Urss, per raccontare di arti, mestieri, feste, leggende che rappresentano una memoria collettiva di suggestiva valenza. Dal 1980 si è così creato un museo all’aperto che vanta 55 affreschi che abbelliscono l’abitato come accadeva nelle città medioevali italiane e danno vita ad un percorso artistico davvero particolare Osvaldo Da Col, presidente della Pro loco,

 
ora sostituita dal Comitato Arte a Cibiana ama ricordare: “Cibiana è un paese di emigrati che facevano i gelatai in Germania per gran parte dell’anno. Noi abitanti rimasti, convinti delle potenzialità turistiche del nostro luogo natìo, abbiamo abbellito il paese con pitture su muro, grazie all’idea attinta da un libro sui murales messicani. I nostri murales  rammentano la storia della casa su cui è dipinto: Lelo il Liutaio, Pascal il fabbro, Lole l’ultimo casaro, 


al moliner, la cadorina… L’inserimento di queste immagini è stato realizzato nel contrappunto adatto all’architettura rustica, come se si trattasse di finestre dipinte. Sulla cima del Monte Rite, accanto ad un rifugio, un forte di guerra ospita il museo più alto d’Europa: il Messner Mountain Museum Dolomites o Museo nelle Nuvole che custodisce un nutrito patrimonio di reperti, foto  e opere d’arte che raccontano la storia dell’esplorazione e dell’Alpinismo dolomitico. Cibiana è stata poi per molto tempo la capitale della produzione 


delle chiavi, attività testimoniata nel "Museo del ferro e della chiave”, allestito nelle vicinanze dell’Ufficio delle Miniere, nella frazione Cibiana di Sotto. Nel 1990 lo scultore Toni Benetton creò la scultura monumentale “Al fer” dedicata ai minatori e alla lavorazione del ferro che ha attirato per diverso tempo numerosi  villeggianti affascinati dagli echi di un passato da far rivivere, denso di tradizioni autentiche che scaldano il cuore in un territorio di infinita bellezza.


 
Giuseppina Serafino

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Commenti

  1. Wow! Una mostra all'aperto davvero stupenda! E che storia

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    1. Mi fa piacere Arianna di trovare delle estimatrici di questi valori territoriali.

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  2. Grazie per averci trasferito notizie interessanti che non avremmo conosciuto e per averci trasmesso ancor più voglia di visitare di partire con la tua penna

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    1. Mi ritengo fortunata ad avere delle preziose estimatrici da condurre a scoprire piccoli tesori circostanti.

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