Buon compleanno, Venezia!

Il 25 marzo del 421 è riconosciuto come il giorno di fondazione di Venezia, che  ha celebrato il suo 1600 anno con tante manifestazioni, tese a dar risalto alla sua notevole storia.. Una città che sembra sospesa sull’acqua fra mare e cielo, come a volerla racchiudere in un ideale scrigno che ne preserva la sua straordinaria bellezza. Costruita su 118 isole della laguna e su un numero imprecisato di palificazioni lignee, vanta 400 ponti pedonali e 170 rii e canali, che consentono di attraversarla 

ammirandola da svariate angolazioni. Il modo molto amato dai turisti per attraversare Venezia è il giro in gondola, tradizionali imbarcazioni utilizzate da quasi dieci secoli che consentono di aggirarsi fra gli stretti canali osservando gli splendidi palazzi con decorazioni, che paiono come gli artistici merletti dei preziosi tessuti prodotti dagli abili artigiani di Burano. Ogni anno vengono rilasciate soltanto 3-4 licenze da gondoliere previo superamento di un lungo percorso di formazione  ed un esame alquanto 

rigoroso; attualmente le gondole che operano a Venezia, con regolare licenze sono soltanto 400, come i sopracitati ponti. Fra le tante leggende che  è possibile farsi raccontare da questi abili nocchieri è quella di Ca’Dario, in Campiello Barbaro al 352, un palazzo rinascimentale veneziano affacciato sul canal Grande. Esso è tristemente noto per una grave maledizione che lo avvolge, infatti dal 1487, quando fu costruito e tutti i suoi proprietari sono defunti  inspiegabilmente. Cosa che è accaduta anche a John 
Entwistle, il famoso bassista dei The Who che nel 2002, aveva appena preso in affitto Ca’ Dario, quando è morto. Una città che è preziosa per le unicità che la contraddistinguono così come i bellissimi prodotti dell’artigianato del vetro di Murano: dalle Murrine, alle coloratissime caramelle, agli originali animaletti. Come non rammentare le famose maschere di Carnevale di cartapesta. Il primo documento in cui si cita questa festa pubblica è un editto del Senato della Serenissima del 1296, ma già dal 1271 si 
hanno notizie di botteghe artigiane e manuali sulle tecniche di costruzione di questi suggestivi orpelli. Fra le maschere simbolo del Carnevale c’è la Bauta composto da un mantello nero o tabarro e un tricorno nero su un volto. Un travestimento molto utilizzato dalle donne era quello di “Moretta”, composto da una maschera di velluto con cappellino e veletta molto raffinati. Per indossarla occorreva reggerla con un bottone tenuto in bocca e questo determinava il fatto che essa non potesse parlare e 
venisse denominata “servetta muta”.Dal 1797 i festeggiamenti di Carnevale vennero interrotti per timori di disordini popolari e ribellioni, per l’occupazione di Napoleone prima ed austriaca poi. Questo festeggiamento tornò alla ribalta due anni dopo con la collaborazione di istituzioni prestigiose come il Teatro La Fenice e la Biennale.Per concludere questa veloce carrellata su Venezia perché non soffermarsi su  alcuni suoi piatti tipici che si possono gustare nei tradizionali bacari come: i bigoli, una 
pasta a mano simile a degli spessi spaghetti, con una superficie ruvida e molto porosa , conditi con salsa a base di cipolle ed acciughe o sarde; vi è anche la variante con carne tritata di petto d’anatra. Risi e bisi, preparato con la tradizionale tostatura del riso come in Lombardia ,è un piatto che veniva preparato già nel 1500 per il 25 aprile, in occasione della festa di San Marco, patrono di Venezia, preparati con brodo, pancetta o formaggio. Il baccalà mantecato, la cui ricetta ha ormai più di cento anni, deve le sue
origine ad una tempesta, quando il mercante Piero Querini navigava attorno al circolo polare artico e riuscì a trovare riparo presso la Norvegia, un’isola del mar Baltico. Gli abitanti si nutrivano di uno strano pesce che veniva essiccato al pallido sole dei climi del nord e aveva ottime capacità di conservazione; quel bastone (“stock”) di pesce (“fish”) era proprio lo stoccafisso.Un  altro piatto povero tipico sono le sarde in saòr preparato con tanta cipolle e le sarde, un pesce azzurro ricco di omega 3.
Fra le dolcezze  spiccano i baicoli, ovvero biscottini secchi di Venezia, fatti di farina, burro, zucchero ed albume, apprezzati dalle nobildonne della Repubblica Serenissima. Durante il Carnevale si preparano le fritole,  delle palline fritte con uva passa , farina, zucchero, pinoli e lievito. Luva passa, viene fatta ammorbidire con acqua e grappa per darle un sapore più forte e speziato. I bussolà buranello sono un biscotto aromatizzato alla vaniglia preparati durante il periodo pasquale e che venivano avvolti nella
biancheria così  da profumare tutto con il loro caratteristico aroma. Questultimo profondo sentore sembra far riferimento a quello posseduto dalla splendida città celebrata che da ogni parte del mondo ci invidiano come un tesoro immenso, da custodire gelosamente. Buon compleanno, Venezia!
( Ringraziamo Giuliano Vantaggi per le bellissime foto panoramiche)

                                             Giuseppina Serafino

Commenti

  1. Bellissima Venezia, io la amo! :)
    Per non parlare della sua cucina, davvero deliziosa.
    Le fritole sono una droga per me, ogni volta ne ho mangiate vagonate, buonissime.
    Buon fine settimana.
    Valentina

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    1. Grazie Valentina, anche a te...buona continuazione "di gusto"!

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