Settimana santa nella Repubblica Ceca

                                                                                   
Dopo aver trattato i riti della Pasqua in alcune regioni italiana è bello chiudere in bellezza con uno sguardo su un territorio oltreconfine. La Repububblica Ceca, come altri paesi  europei, ha radici ebraico-cristiane, perciò il modo di festeggiare la Pasqua è il risultato di una fusione di tradizioni pagane, ebraiche e cristiane. Oggi però  si tratta di una festa prevalentemente 


cristiana per celebrare la resurrezione di Cristo. Il primo giorno importante della Settimana della Passione è il mercoledì, che in ceco viene definito “skareda”, ovvero mercoledì cattivo o “sazometnà, mercoledì della fuliggine. Viene detto “cattivo” perché si commemora il tradimento di Giuda, della “fuliggine” perché quel giorno si puliva il camino rimuovendo la fuliggine. In questo giorno si  devono fare le pulizie, ma senza incattivirsi, altrimenti,


 secondo la superstizione, si sarà tristi ogni mercoledì dell’anno. Secondo una delle usanze ceche, il Giovedì Santo si deve mangiare un’insalata di spinaci, di crauti o di ortiche per essere sani tutto l’anno. Il Venerdì Santo il suono delle campane veniva sostituito da raganelle o tric trac, piccoli e grandi, montati su carriole. Per il banchetto pasquale si prepara il pasticcio pasquale e dolci quali il “beranek” o “mazanec” e gli “jidase”. Il simbolo più famoso della 


Pasqua è rappresentato dalle uova decorate, che simboleggiavano la fertilità e la rinascita. Attualmente hanno soltanto una funzione decorativa: alcune sono dipinte e raschiate, colorate in bucce di cipolla ed altri coloranti naturali, incise, decorate con fili, a cera persa o traforate, si incollano pezzetti di paglia. Alcune uova paiono opere d’arte ed occorrono giorni per essere preparate. Da diversi secoli, la Pasqua ceca prevede l’usanza di frustrare ragazze con la 


pmlazka (frusta di salice) fatta a mano. Questa tradizione risale al XIV secolo, ma probabilmente risale all’epoca precristiana, e pare sia dovuta all’esigenza di far restare le penitenti a lungo sane e giovani; ciò, ad eccezione delle città più grandi, avviene ancora con l’accompagnamento di canti pasquali , soprattutto in Moravia, dove si ottiene in cambio un cicchetto di acquavite. Grazie alla sua tradizione cattolica, La Repubblica Ceca ha mantenuto 


la dimensione spirituale della Pasqua, che viene celebrata in molti luoghi di pellegrinaggio come Svata Hora (Montagna Sacra), vicino a Pribram, nella Boemia centrale, nella parrocchia cattolica di Velehrad, in Moravia, e sulla Zelenà hora ( Montagna Verde), presso Zd’ar nad  Sazavou, che è iscritta nella lista Unesco. Dopo questo viaggio simbolico, riposandosi dopo le intense fatiche rituali. non resta che augurare a tutti una serena e “gustosa” Pasqua.

             
                                                                               
                                                                    Giuseppina Serafino

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