“Andare in bici. Le ragioni del pedalare”

                                                                        
Il cicloturismo è uno stile di vita che permette di scoprire il vero piacere del viaggio in tutta sicurezza , da soli o con la famiglia. Sono indispensabile piste ciclabili adeguate, con servizi di accoglienza, di ristoro, di assistenza lungo il percorso, una segnaletica efficiente, la possibilità di affittare in loco la bici e di poterla ricoverare in alberghi predisposti. Altro elemento importante  l’intermodalità, ovvero la soluzione treno più bici, per raggiungere località distanti, caricando il mezzo o lasciandolo in una ciclofficina se è in affitto. Il 3 giugno si celebra la 


giornata mondiale della bicicletta: economica, veloce, sostenibile è la Regina della Mobilità Smart. Ed è proprio a questo mezzo ecologico  che è dedicato il vademecum tascabile “Andare in bici. Le ragioni del pedalare” edito da Garzanti, a cura di  Ercole Gianmarco. Si tratta di una guida pratica per chi è già un estimatore della “due ruote” e per gli aspiranti bikers  che vogliono consigli per pedalare in ogni occasione, per scegliere il mezzo più adatto e per avere suggerimenti sulla manutenzione, senza sottacere gli escamotage anti-


foratura e l’utilizzo delle luci “furbe”. In una Top 6 i consigli per scegliere la bicicletta giusta.
1) City bike: è la soluzione ideale in città grazie all’assetto di guida confortevole, alle ruote adatte ad ammortizzare le asperità delle vie dei centri storici ( sampietrini, pavè, rotaie del tram). Possiede solitamente un cambio  a sette velocità che permette di affrontare brevi salite in gite fuoriporta. 2) Mountain bike: è predisposta per salite  e discese su sentieri, sterrati ,terreni sconnessi. Per iniziare è sufficiente una bici mono-ammortizzata, evitando cambi entry 


level perché in montagna sono sottoposti a sollecitazioni notevoli. 3) A scatto fisso ( single speed): nate a New York, quando i bike messengers hanno cominciato a togliere pezzi dalle loro bici, facendo leva su due semplici equazioni, meno pezzi= meno peso e meno guasti.Una bici simile a quella che usano alle Olimpiadi i pistard, cioè i velocisti da pista. Niente freni, niente cambio (per questo si chiamano single speed) niente luci né parafanghi. La pedalata è “fissata alla ruota posteriore, da qui l’altro nome usuale: fized, nel senso che non c’è il 


meccanismo della ruota libera. 4) Bici pieghevoli: super cool, ultra costose, sono dei veri capolavori di ingegneria meccanica poichè si aprono e chiudono in venti secondi. Ultrasottili e maneggevoli, possono essere infilate nel bagagliaio, risolvendo anche il problema dei furti. Le migliori marche sono Brompront, inglese e Daheon, americana.

                                                                            
5) Bici da corsa: i telai delle bici da corsa possono essere di diversi tipi: da quelle d’acciaio, dalle grandi prestazioni ed indistruttibili ed oggi, con un ottimo rapporto performance/prezzo il carbonio; vi è poi l’alluminio, economico ma poco confortevole sulle lunghe distanze. Il Telaio Perfetto però è in titanio, il cui budget di spesa raccomandato è compreso fra i 600 e gli 800 euro.

 6) A pedalata assistita (e-bike): sono bici dotate di un piccolo motore elettrico che permette di affrontare salite più o meno lunghe o ripide senza fare un’eccessiva fatica. Altro elemento indispensabile per il funzionamento sono le pile, le migliori sono oggi quelle al litio, che si caricano in due ore e mezzo a una normale presa di corrente casalinga, assicurando un’autonomia dai 40 ai 150 chilometri. Per evitare le spiacevoli forature occorre scegliere i copertoni imperforabili, con un costo superiore di 


circa il 30 per cento. Anche la scelta delle luci è molto importante, quelle a induzione magnetica funzionano grazie al magnete che si fissa su un raggio della ruota, e con il suo movimento genera una corrente elettrica,  facendole risultare ecologiche ed economiche. Sognando che un giorno anche le nostre città possano assomigliare a Copenaghen, con 359 chilometri di piste ciclabili e ben 650.000 biciclette, non dobbiamo dimenticare che anche il Belpaese ha Ferrara


come città delle biciclette. Qui l’89,5 per cento dei suoi 135.000 abitanti possiede la “due ruote” e il 30% di essi la usa tutti i giorni. Esistono altre felici eccezioni, come le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle quali preziosi investimenti infrastrutturali hanno permesso collegamenti con il passo del Brennero, quello di Resia, San Candido alla fine della Val Pusteria, la val Monastero che sbocca nel Cantone e Grigioni, Salorno nella valle dell’Adige e da lì, con le ciclabili austriache e svizzere. Un mondo piacevolmente a portata di bici!
                                                                               Giuseppina Serafino

                                                        

Commenti

  1. Wow, questo si' che e' il sapere che mi interessa... Da noi i ciclisti si confrontano con i 47 tornanti Dello Stelvio ... Una questione di abilita' respiratorie perche' e' in pendenza. Volevo farlo pure io, Ho incominciato ad allenarmi, ... Poi il giorno fissato nevico' , era fine agosto e chiusero il passo. Grazie per queste belle cose che scrivi

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  2. Grazie per le dritte, in effetti sono fuori allenamento ma mi piacerebbe riprendere😊

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    1. Fa bene al corpo, alla mente e all'ambiente circostante.Provare per credere!

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