Il Parco Delta del Po e i suoi tesori

Il Parco Delta del Po è un comprensorio naturalistico che  si estende su una superficie di oltre 66.000 ettari e copre ben due regioni. Un’infinità di suggestioni paesaggistiche che includono, da una parte, a nord del grande fiume Po, il Parco Regionale del Veneto e dall’altra, verso meridione, il Parco Regionale dell’Emilia Romagna.  Lussureggianti pinete, valli d’acqua dolce e salmastra antiche vestigia di insediamenti etruschi e romani, mosaici bizantini e  uno straordinario esempio di biodiversità che ha fatto sì che questi luoghi fossero designati nel 

1999 Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  Ci sono oltre 300 specie di uccelli di cui oltre 150 nidificanti e più di 180 svernanti ,nei boschi, come quello della Mesola, in cui  scorrazzano cervi , fenicotteri e cormorani, circondati da canneti con piccoli villaggi di pescatori legati alla raccolta delle vongole o delle anguille come a Goro e Comacchio. Veri e propri paradisi per gli appassionati di birdwatching. Ci sono svariati itinerari per rimanere rapiti, come quello che porta all’Abbazia  benedettina di Pomposa o in una delle tante Delizie Estensi , come


 quella di Belriguardo a Voghiera, Del Verginese a Portomaggiore e quella del Castello  Estense della Mesola. Vi sono poi di notevole pregio il Museo della Bonifica  Ca’ Vendramin, la palladiana Villa Badoer a Fratta Polesine. La parte ravennate del Parco giunge a lambire a sud le Valli di Comacchio e presenta  affascinanti aree naturali e siti d’interesse culturale come la basilica di Sant’Apollinare in Classe, monumento Unesco dal 1996. Bello esplorare le valli silenziose dove risiedono  rare specie faunistiche come le Oasi di Boscoforte

 
e Punta Alberete, le pinete secolari di San Vitale  e Classe, vantate da Dante e Boccaccio, per arrivare alle antiche saline di Cervia, luogo prediletto di fenicotteri rosa. Il modo migliore per addentrarsi in questi ambienti densi di fascino sono le gite in barca per potersi addentrare fra i canali più stretti ed ammirare il Faro di Goro alla Sacca del Canarin, fino alla Sacca di Scardovari. La rotta viene decisa al momento, in base alle condizioni del mare, del fiume e del clima. Altro modo ideale per addentrarsi nel Parco sono le passeggiate a cavallo


lungo argini, dune, spiagge e valli; a Porto Tolle si attraversa la campagna e si arriva fino al mare incontrando cigni e fenicotteri. Il modo ottimale per organizzare una visita, godendosi appieno una bella vacanza, è quello di rifarsi ai centri visita sparsi sul territorio Alfonsine, Argenta, Cervia, Comacchio, Mesola, Ostellato, Sant’Alberto. Svariati poi sono gli eventi culturali disseminati sul territorio e le appetitose proposte enogastronomiche per momenti davvero di gusto.


Giuseppina Serafino

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