Anversa e il Museo della Moda



 Il  MoMu, ovvero il Museo della Moda di Anversa ha  riaperto i battenti  con un una veste rinnovata ed ampliata. Questo implica un potenziamento dell’intero fashion district per la città che da sempre guarda al futuro. Si tratta di 800 mq aggiuntivi, con 3 nuove sale destinate alle mostre temporanee e una nella quale trova spazio la collezione permanente ; un prestigioso caffè che ha il  nome Momu Cafè by Graanmarkt 13, una nuova veste della Museum Library e il nuovo Auditorium. Il tutto  con un messaggio di consapevolezza e responsabilità 


della moda perché il settore è sempre più attento alla sostenibilità. Passeggiando per le strade si notano immense sfere colorate posizionate in luoghi iconici. Le fashion balls sono state realizzate dall’associazione Kunstenlab in collaborazione con il Dipartimento di Moda dell’Accademia Reale delle Belle Arti di Anversa, il cui direttore è Walter Van Beirendonck, di fama internazionale, ed ex allievo dell’Accademia. Chiunque può entrare  nelle sfere, avendo l’illusione di indossare una gonna gigante. La mostra nasce da una riflessione sull’instabilità 


sociopolitica della nostra epoca, dagli Anni Novanta ad oggi che ha determinato: la mutevolezza dell’ideale di bellezza, la crisi economica, le migrazioni e il terrore dell’11 settembre sono alcuni temi che hanno ispirato la riflessione. 
Anversa ha svolto un ruolo di primo piano nella creazione  e distribuzione del pizzo, dalla metà del XVI alla metà del XVIII secolo. I “places” (luoghi storici di Anversa che ospitano l’esposizione hanno tutti un legame con l’arte del merletto. Il Museo Plantin-Moretus, il museo della stampa che fu la residenza 


della famiglia Plantin, possiede uno dei più antichi archivi del mondo sul commercio del pizzo. Pizzi eccezionali sono esposti nella casa-museo Snijders & Rockoxhuis, in una storica cornice seicentesca.   
La Mostra prosegue al Momu con una panoramica di diversi tipi di abbigliamento e accessori, dalle camicie ai cappelli, con l’utilizzo innovativo degli stilisti contemporanei che sperimentano la trasparenza attraverso la stampa 3 D high-tech e ul taglio laser. Oltre 35.000 pezzi della collezione permanente del MoMu vengono esposti a rotazione 


nel nuovo spazio dedicato al patrimonio nazionale e internazionale del museo;  si va dalla moda contemporanea all’abbigliamento storico, al tessile, agli accessori. Il primo focus sotto il titolo “Ceci n’est pas la mode belge” raccoglie inviti a sfilate ed immagini archivistiche. In questa mostra ci si interroga sul significato contemporaneo del marchio “Antwerpse” (di Anversa) o “Belgische” (belga)mentre  la città mira a diventare una destinazione all’avanguardia nella moda a livello internazionale.

                                                        Giuseppina Serafino

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