Procida un piccolo grande sogno


 Ricordo di aver visitato Procida nel corso di un bellissima settimana tra la Costiera Amalfitana e le isole Flegree, nella quale mi sono soffermata ad Ischia, il più antico insediamento greco in Italia, Sorrento, con i suoi scorci mozzafiato e i giardini di agrumeti e Ravello località a picco sul mare con splendidi riflessi argentei e profumatissimi limoni. Le suggestioni di Procida mi venivano dalle belle immagini del film “Il Postino” tratto dal romanzo di Pablo Neruda ed interpretato dal compianto Massimo Troisi ma soprattutto da quelle ispirate dal romanzo di Elsa Morante “L’isola di Arturo”, che 

vi aveva soggiornato, e che in alcuni suoi versi definisce così:  La mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.” Rustica e misteriosa, Procida, è di straordinaria bellezza e dal clima mite, rappresenta il paesaggio tipico dei luoghi del mediterraneo, impregnato di antiche tradizioni e della autenticità della gente di mare. Estremo lembo del Golfo delle Sirene, con una superficie di circa 4 kmq, è la terza in ordine di grandezza delle isole partenopee. Il territorio è di origine vulcanico, ed in esso si possono tuttora 

riconoscere i suoi tipici golfi a mezzaluna: tracce di almeno quattro antichi crateri oggi completamente spenti ed in gran parte sommersi; il suolo è costituito da tufi giallastri in profondità e da uno strato di tufo grigio in superficie. Il promontorio collinare di Terra Murata raggiunge un'altezza massima di 91 m ed è il rilievo più elevato da cui si erge un borgo fortificato di origine medioevale. Le prime notizie degli insediamenti sull’isola risalgono, secondo le testimonianze più attendibili, all'VIII secolo A.C. quando, provenienti dall'isola di Eubea, i coloni Calcidesi vi approdarono con il loro bagaglio artistico e culturale. Recenti ritrovamenti archeologici sulla vicina isola di Vivara (un tempo collegata a Procida) 

fanno ritenere che l'isola fosse già abitata intorno al XVI - XV secolo a.C., probabilmente da coloni Micenei. Durante l'alto medioevo, l’isola fu frequentemente battuta dai pirati saraceni che razziarono gli abitanti. Tra le incursioni più devastanti si ricordano quelle dei corsari musulmani capitanati da Khayr al-Din detto il Barbarossa. L'isola passata alla corona napoletana nel 1644 fu occupata tre volte dagli inglesi nel 1799 durante la Repubblica Partenopea, la successiva storia di Procida non segue un corso particolare ma è legata per lo più alle vicende di Napoli. Le vivacissime località con i riflessi delle abitazioni policrome che una leggenda racconta siano così perché ogni pescatore di ritorno


dall’altomare
  potesse distinguere la propria abitazione, la ricca vegetazione spontanea di tipo mediterraneo e il mare cristallino, generano scorci paesaggistici di raro fascino che ne fanno un'apprezzata meta turistica. Nella cucina procidana predominano i prodotti della terra, in particolare carciofi e limoni. Una delle specialità più particolari è la tradizionale insalata di limoni, fatta con limoni di Procida a tocchetti, cipolla, olio, peperoncino, sale e menta. Ottima anche la produzione del classico limoncello. Molto particolare anche la pasta detta pescatora povera, nella quale si 

utilizzano peperoncini verdi fritti ed alici. Tra i dolci della tradizione troviamo il casatiello dolce, una sorta di ciambella tipicamente pasquale lievitata con la pasta madre solitamente utilizzata per il pane. Di recente acquisizione della gastronomia locale è la lingua, un dolce composto da pasta sfoglia ripiena di crema pasticciera e ricoperto di zucchero. Recentemente il National Geographic nella sua edizione online, del magazine americano, ha selezionato venticinque posti del mondo da visitare nel post 


pandemia, da un elenco che celebra una serie di siti Patrimonio dell’Umanità, in onore dei 50 anni di impegno dell’Unesco nella salvaguardia dei tesori culturali e naturali. Tra le mete selezionate c’è anche l’isola di Procida, inserita tra i luoghi migliori per cultura e storia in virtù della nomina a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2022. I redattori del National Geographic citano "Procida prevede di utilizzare il suo anno sotto i riflettori per illustrare l'importanza della cultura, in particolare, in tempi di incertezza". Va sottolineato come lo slogan della iniziativa scelto prima della pandemia,“La cultura non isola”, sembra oggi particolarmente azzeccato.

                                                                                           Giuseppina Serafino
con la collaborazione di Alfredo Serafino

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