Cultura :

La cultura a Milano
Biblioteca e

I cittadini di zona 3, a Milano, paiono molto a loro agio nelle due biblioteche a disposizione, quella minuscola di via Frisi e, soprattutto la Valvassori Peroni, un po’ fuori mano per altri potenziali utenti del Centro. Dopo anni di inutile attesa e contenziosi, questa struttura risulta una vera e propria oasi per gli universitari del Politecnico, che vi stazionano perennemente quasi fosse la dependance della propria dimora, studiando e nel contempo socializzando “alla grande”, dalla mattina alla sera. Il personale è estremamente gentile e sempre intento ad espletare le proprie mansioni in maniera meticolosa. Numerose sono le postazioni a disposizione con connessione internet, alle quali accorrono svariati fruitori extracomunitari, mostrando una eccessiva disinvoltura negli usi di questi spazi, con comode poltrone e moderni televisori, soprattutto allorché si dimostrano particolarmente avverse le condizioni atmosferiche. D’estate ci si chiede quanto sia per loro più utile la visione dei film, le chat hot, o la massiccia aria condizionata che rende l’ambiente un luogo di delizia, tanto da non far rimpiangere località amene. Peccato per qualche alterco a cui è capitato di assistere quando qualche malcapitato, spesso italiano, si è recato alla postazione, pensando che fosse il proprio turno ma sentendosi dire (con ghigno rabbioso) che in realtà non lo era.. Forse andrebbe meglio regolamentato l’accesso, basandosi non solo sulla buona educazione di chi la possiede e richiedendo delle documentabili motivazioni d’uso. Ciò eviterebbe veri e propri bivacchi, di gente spesso semiaddormentata, che ostacola chi effettivamente trarrebbe vantaggio dalla fruizione degli spazi di lettura e delle suddette risorse tecnologiche.

La corsa…ai corsi
Assai graditi risultano i corsi del Centro Aggregativo Multifunzionale, a tal punto che richiamano utenti di varie fasce di età, desiderosi di trascorrere il proprio tempo libero in maniera formativa con attività che spaziano da quelle di tipo motorio ad altre di carattere artistico, musicale o linguistico. Purtroppo gli orari sono alquanto restrittivi e non appaiono rivolti a coloro che vogliono ricrearsi dal normale stress lavorativo. Svariate sono le iniziative per i bambini anche delle scuole, per farli interagire con le realtà del territorio e con il mondo del libro; talvolta l’entusiasmo dei piccoli lettori appare a tal punto incontenibile da far sobbalzare coloro che sono assorti in momenti di silenziosa riflessione. Molteplici sono le iniziative culturali organizzate nella fascia preservale ma spesso esse sono avulse dai reali interessi, lasciando così ristretta la cerchia degli effettivi fruitori; occorrerebbe diversificarne le tematiche alleggerendone il tema.

Il tam tam di un ritrovato villaggio
L’auspicio è quello che la Biblioteca, preziosa realtà culturale su un territorio alquanto carente, possa incrementare la propria offerta in un Progetto culturale in cui il cittadino possa inserirsi attivamente fornendo le proprie risorse creative , ad esempio con concorsi letterari, musicali ed artistici.Questo aiuterebbe a far vincere la tendenza alla disgregazione anche a seguito dell’afflusso delle massicce etnie. Sarebbe opportuno sponsorizzare uno o più giornali di zona, che pur mantenendo una propria autonomia ideologica dessero voce a coloro che volessero segnalare proposte e soluzioni di problemi, socializzare esperienze o attività emergenti. A pochi è veramente servito il corso di giornalismo alquanto articolato, che era stato organizzato in via Sansovino, dal Consiglio di zona 3, l’anno scorso, forse a conoscenti degli organizzatori o a qualche sparuto individuo già formato in tal senso. Bisognerebbe supportare economicamente più tabloid di quartiere poiché essi potrebbero fungere da tessuto connettivo, aiutando a connotare la zona, di quella dimensione che è propria di un recuperato “villaggio”, anche grazie alle sparute biblioteche ora presenti. Una sorta di recuperata piazza che dà modo ai cittadini più sensibili di “ritrovarsi”, valorizzando gli aspetti positivi e democratici del vivere sociale.


Giuseppina Serafino